La notizia bomba

23 maggio 08. “Linea d’Ombra”, l’associazione di Goldin, comunica che la mostra “Il Louvre. Capolavori a Verona” non potrà aver luogo. Motivo addotto dal Louvre: il tempo a disposizione si rivela ormai troppo breve per l’organizzazione dell’esposizione. Il museo si rammarica”.

Secondo Marco Goldin “è la prima volta che ci accade un fatto del genere. Non portiamo nessuna responsabilità dell’accaduto. I problemi sono dovuti ai ritardi causati dalla burocrazia comunale. Cercheremo un accordo per il futuro. Abbiamo speso circa 350.000 euro; vedremo come recuperarli”.

Il sindaco Tosi si dice sorpreso: “Ci siamo confrontati con il ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi e col direttore del Louvre, Henri Loyrette per continuare la collaborazione. Il progetto non si ferma”.

Restano però lo smacco e la figuraccia per il Sindaco, che deve sperare di fare la mostra, con qualche mese di ritardo: ne ha fatto la bandiera della sua politica culturale, sfidando Galan (seduto sul bordo del fiume, vede passare il cadavere del suo nemico. Sa però che Tosi è uomo di mille risorse) e il placido equilibrio locale.

Circolano voci sui motivi veri della decisione:

– a Parigi l’imbarazzo si è sviluppato una volta appreso che la manifestazione, privata e  commerciale, ha ricevuto finanziamenti dal Comune in concorrenza e a scapito dei musei pubblici: la mostra parigina avrebbe assorbito l’intero stanziamento comunale per la cultura. Suscita scalpore che il Comune tolga i soldi ai suoi musei per spostarli su una iniziativa privata. Fa pensare il fatto che Cortenova si sia dimesso di fronte a queste scelte dell’Amministrazione.

– Pare che siano poche le possibilità di riaprire i rapporti col Louvre. Ascoltiamo un consigliere del museo parigino: “Come si fa a schierare un consulente del Ministero per una iniziativa privata? Manca l’appoggio della Regione Veneto. Si è arrivati a un regolamento del Comune apposito per finanziare iniziative private. Se il privato fa tutto per conto suo, non c’è preclusione. … Se fosse Castelvecchio a parlare direttamente col Louvre, chissà. Al Sindaco suggerisco di recuperare il sostegno della Regione: sarebbe diverso”.

– Sgarbi: alla base c’è una questione di soldi: i finanziamenti non si sono trovati.

Piovono le critiche:

Vittorio Sgarbi: è la giusta conclusione di una vicenda sbagliata. Verona non perde niente: è dieci volte meglio di Parigi. Si sarebbe trattato di un effetto speciale che poteva dare la prova della grandezza di Verona, ma apparteneva al mondo della comunicazione, non a quello della cultura. Verona ha risorse come Cortenova e Marini che sarebbero state mortificate. Neppure Goldin ci perde, però ha fatto male a fidarsi del sindaco Tosi.

Sergio Cucini (albergatori): “Stavamo facendo il passo più lungo della gamba. Questo epilogo dimostra che era giustificato lo scetticismo con cui avevamo affrontato l’evento. Rimandiamo i lavori alla Gran Guardia a dopo l’estate, consentendoci di recuperare i congressi a rischio”.

Alberto Battaggia, presidente di “Società letteraria”: “La preoccupazione era che Goldin distraesse risorse notevoli ad altri settori fondamentali”.

– Gian Maria Varanini: ripensiamo in positivo la strategia culturale, con le istituzioni del territorio.

Maurizio Cattaneo di L’Arena: “Verona ha bisogno di immagine positiva. Molte sono state le preoccupanti avvisaglie del fallimento dell’impresa: annunci precoci; difficoltà di trovare fondi e collocazione; la città che sembrava mal digerire l’operazione; le polemiche francesi; un po’ di improvvisazione. Sarà dipeso dall’entusiasmo. Simili progetti vanno pianificati con cura, concordati fin dall’inizio con le categorie, costruiti su solide fondamenta finanziarie”.

* Lino Venturini: Verona mi sembra un depresso che cerca conferma del suo valore, mentre è già molto che mostri quello che è e quello che ha. Il tempo divora ogni cosa e di ciò che è effimero resta solo un mucchio di sabbia”.

*Carlo Fratta Pasini (Banco Popolare): “L’operazione Goldin avrebbe contribuito a dare una scossa. “Grandi eventi” ha sicuramente l’effetto di creare curiosità. Ma da sola non può sostituire la crescita culturale della città che deve alimentarsi dal proprio territorio”.

* Franco Miracco: “Non sono contrario alle grandi mostre, ma devono essere frutto del lavoro del territorio, non venir catapultate. Il privato faccia ciò che crede, ma il pubblico deve far crescere le realtà locali. Quello proposto da Goldin è un modello sbagliato: porta al declino culturale”.

* Vincenzo D’Arienzo: “Per Fondazione Arena non si vede lo stesso sforzo da parte del grande illusionista”.

* Non cerchiamo scorciatoie miracolistiche: sosteniamo gli esperti locali che non devono scappare.

* Verona Civica: “E’ indecoroso togliere risorse ai musei cittadini. Sindaco e Giunta dicano le loro intenzioni sulla destinazione del patrimonio pubblico, su dove andranno i grandi musei, sulle risorse destinate. Che fine farà la collezione di palazzo Forti? Una volta persa la credibilità della città come sede congressuale e nei confronti delle istituzioni culturali internazionali, questa non si riconquista facilmente”.

C’è chi guarda al futuro:

* Maurizio Cattaneo: “Verona merita un progetto “grandi mostre” di forte attrattiva, una strategia culturale di grande respiro che dia ossigeno e visibilità anche all’eccezionale patrimonio scaligero. Sì a strade nuove e coraggiose”.

Battaggia: “Sono benvenute tutte le operazioni coraggiose se producono effetto modernizzante sul territorio e se valorizzano ciò che abbiamo: Fondazione Arena e il sistema dei musei cittadini.

* P.D.: Quale cultura a Verona dopo Goldin, tenendo conto dello stato di Fondazione Arena e del progetto di vendita dei palazzi storici? Occorre costruire insieme un piano di proposte. No a una cultura considerata solo come traino economico e turistico; deve essere formazione permanente,  puntare sui giovani protagonisti, in vista della crescita sociale e solo dopo economica. Non siamo contrari al progetto Goldin, operazione raffazzonata e fatta in fretta, senza valutare il rapporto costi-benefici. I grandi eventi vanno inseriti in un piano strategico di grandi prospettive. La Cultura deve essere valorizzazione di ciò che abbiamo. Rispetto al 2007 l’Amministrazione riduce la spesa per la cultura del 4,3%, mentre i musei cittadini dimostrano, in controtendenza , un continuo aumento delle visite e degli introiti. L’Amministrazione non ha chiaro il ruolo della cultura in città.

C’è chi difende l’Amministrazione. Mimma Perbellini: “Non c’erano problemi; tanto meno di soldi. Ci sono state molte critiche e tensioni sempre messe in grande risalto dalla stampa: hanno influenzato il Louvre. Sotto accusa non è la figuraccia né il fatto che il Sindaco sia andato avanti da solo e senza contratti: è sotto accusa la strategia delle grandi mostre, legata alla figura di Goldin”.

* Massimo Giorgetti: “La strada imboccata con Goldin è positiva. Finalmente in città si è parlato di cultura, per un progetto. Ha riacceso l’interesse. Finalmente è stato fatto qualcosa di scandaloso”.

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