Girondini sovrintendente

Valutazioni della Maggioranza :

– Raffaele Bazzoni (F.I.): “La nomina non segna assolutamente un rilancio per la Fondazione. E’ il tosicentrismo nelle nomine: una politica basata sulla ‘familiarità’: rischia di sprecare numerose potenzialità”;

– Cinzia Bonfrisco (F.I.): “Sono perplessa e sconcertata. E’ un perito agrario, posto in quella posizione per ‘meriti politici’. Il Sindaco si assuma le proprie responsabilità. Sono scelte di piccolo cortile, che nulla hanno a che fare con la professionalità e la qualità e ignorano gli scenari internazionali. Non ci sono le qualifiche e i fondamenti culturali sufficienti per reggere la competizione con i teatri del mondo”;

– Alberto Giorgetti (A.N.) allarga le braccia: “Non ho elementi per affermare che sia scelta azzeccata. Il Sindaco ha deciso in assoluta autonomia”;

– Pier Alfonso Fratta Pasini (F.I.): “Il metodo lascia a desiderare”;

– La scelta non è piaciuta né nel merito né nel metodo. Galan, Pianetta, Brancher, Giorgetti, Bonfrisco sono perplessi: “Non c’è visione corretta su come deve essere gestita la Fondazione”.

– Massimo Galli Righi (F.I.): “Ingenerose le critiche preventive a Girondini, che ora deve scegliere bene i collaboratori: direttore artistico, quadri dirigenziali. Deve saper tessere i giusti rapporti con le altre Fondazioni, a partire da “Fenice”. Per il rilancio economico e il risanamento ci vorrà l’apporto di tutto un mondo imprenditoriale”.

Valutazioni della Minoranza :

– Paolo Zanotto: “Si è scelto il basso profilo. Si ripete la storia di Caligola che ha nominato senatore il proprio cavallo”;

– Vincenzo D’Arienzo: “E’ nomina perfettamente in linea con il comportamento del Sindaco: un sovrintendente inesperto è funzionale”;

– Roberto Fasoli: “E’ la logica che premia la fedeltà politica, quella che la Lega applica a tutti i livelli”;

– Partito Democratico: “La sua professionalità non corrisponde alle esigenze di rilancio. Si circondi di competenti”;

– Michela Sironi: “Auguri a Girondini. Deve affrontare questioni molto tecniche, artistiche e organizzative: si circondi delle persone giuste che lo guidino in scelte per le quali non ha competenze specifiche”;

– Sinistra Arcobaleno: “Scelte basse di un CdA dimezzato”.

Una è la domanda che deve porsi la dirigenza cittadina, pubblica e privata: vanno tenuti in vita gli spettacoli lirici o no e, se sì, come? Purtroppo i privati, se spendono, vogliono un ritorno immediato. Si ripropone la questione: la Verona solidale e illuminata, quella che guarda lontano, al bene complessivo della città, esiste? Se sì, deve farsi avanti: ne va di mezzo un patrimonio essenziale per Verona.

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