Verona Mercato

E’ società che si regge sulla partecipazione e sulle quote del Comune (75,16%), di Camera di Commercio (8,37%), di quattro banche (10,89%), di operatori (5,35%). I dipendenti sono 27. Il CdA è di 9 membri. L’azienda smista soprattutto frutta e verdura provenienti da tutta Italia e dall’estero, dirette al mercato interno e internazionale.

La passata gestione (presidente Gianni Dal Moro) ha affrontato, con discreti risultati, i problemi legati al trasferimento della sede e alla gestione della ripartenza.

Il nuovo presidente è Riccardo Caccia (F.I.). Collaborano Gianni Frasca (A.N.), Annunciato Maccini (lista Tosi), Marco Marrapese (Lega), Gianluca Mirandola (U.D.C.), Alessandro Bandiera (P.D.), Damiano Berzacola (Camera di Commercio) e Roberto Manara (Cooperativa Facchini). Perplessità e timori sulla loro competenza non mancano.

Una cosa il CdA l’ha saputa fare bene e in fretta: nonostante i problemi dell’azienda, in costante passivo, e soprattutto degli Italiani, ha aumentato lo stipendio ai membri del CdA. Nell’assemblea del 23 aprile l’allora assessore agli enti partecipati Sandro Sandri ha proposto l’aumento di 10.000 euro per il presidente Caccia (da 50.000 a 60.000 euro all’anno); di 5.000 per il vicepresidente (da 20.000 a 25.000) e di 10.500 euro per i sette consiglieri (da 4.500 a 15.000). Questo “malgrado la società abbia chiuso l’ultimo bilancio in perdita e costretto l’Amministrazione a ripianare le perdite con un aumento di capitale”. Il costo degli amministratori passa da 126.000 euro a 190.000.

Verona Mercato, con capitale di 34.543.557 euro, ha registrato perdite di gestione per 614.000 euro nel 2004; 1.300 euro nel 2005; 1.344.669 euro nel 2006; 230.000 euro nel 2007. A guardare i risultati (società in perdita, che deve contenere i costi e, conseguentemente, famiglie in difficoltà) un aumento di stipendio è segnale morale, politico ed economico del tutto ingiustificato.

Ricordiamo: tre anni fa il sindaco Zanotto aumentò lo stipendio del Presidente di “Verona Mercato” da 30.000 a 50.000 euro e quello del vice presidente da 14.000 a 20.000 euro. L’allora opposizione di Centro Destra si dichiarò del tutto contraria. Vito Giacino dichiarò gli aumenti “inopportuni” e il consigliere leghista Paolo Tosato disse che “il fatto era grave, non solo politicamente ma anche eticamente”. Oggi sono assessori e … concordano. Così va la politica.

Si distingue l’assessore di A.N. Di Dio: “Triplicarsi gli stipendi è segnale negativo, in un momento in cui le Amministrazioni pubbliche sono in una situazione economica non favorevole”. Attendiamo i fatti.

Il fatto più grave: nell’anno di amministrazione Tosi di “Verona Mercato” si è parlato solo in occasione della nomina del CdA e dell’aumento di stipendio dei membri dello stesso. Nullo è stato il dibattito sul futuro dell’azienda. Che questo accada in una città che ha nell’agroalimentare una delle sue eccellenze e nel commercio dei prodotti ortofrutticoli una delle sue attività economiche qualificanti è inammissibile: occorrono indirizzi strategici da parte della realtà produttiva veronese e, soprattutto, da parte dell’Amministrazione per rilanciare un’attività stagnante e un mercato in perdita. Ma di un qualificato dibattito cittadino non c’è segno.

Lascia un commento

Archiviato in Commenti, Comune Verona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...