A colloquio con il dott. Silvio Berlusconi (2)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Giovanni Fiorentino

Ho simulato un colloquio con il Presidente del Consiglio. Le notizie giuridiche sono prese dal sito http://www.societacivile.it. La prima parte è stata pubblicata il  29 luglio 2008.

G. Adagio dott. Berlusconi. Le sue vicende giudiziarie cominciano molto presto.

  • Nel 1983 la Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di droga, aveva posto sotto controllo i suoi telefoni.. Nel rapporto si legge: «È stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane. Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni edilizie e opererebbe sulla Costa Smeralda avvalendosi di società di comodo…». L’indagine non accertò nulla di penalmente rilevante e nel 1991 fu archiviata.
  • La prima condanna da parte di un tribunale arriva nel 1990: la Corte d’appello di Venezia la dichiara colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla lista P2. Nel settembre 1988, infatti, in un processo per diffamazione intentato contro alcuni giornalisti, Ella aveva dichiarato al giudice:”Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo che è di poco anteriore allo scandalo”. Per questa dichiarazione Ella viene processato per falsa testimonianza. Il dibattimento si conclude nel 1990: viene dichiarato colpevole, ma il reato è estinto per l’intervenuta amnistia del 1989.
  • Ella è, poi, accusato di aver pagato tangenti a ufficiali della Guardia di finanza, per ammorbidire i controlli fiscali su quattro delle sue società (Mondadori, Mediolanum, Videotime, Telepiù). In primo grado è condannato a 2 anni e 9 mesi per tutte e quattro le tangenti contestate, senza attenuanti generiche. In appello, la Corte concede le attenuanti generiche: così scatta la prescrizione per tre tangenti. Per la quarta (Telepiù), l’assoluzione è concessa con formula dubitativa (comma 2 art. 530 cpp). La Cassazione, nell’ottobre 2001, conferma le condanne per i Suoi coimputati (dunque le tangenti sono state pagate), ma l’assolve per non aver commesso il fatto, seppur richiamando l’insufficienza di prove.
  • Per 21 miliardi di finanziamenti illeciti a Bettino Craxi (Ë la più grande tangente mai pagata ad un singolo uomo politico in Italia), passati attraverso la società estera All Iberian, in primo grado è condannato a 2 anni e 4 mesi. In appello, a causa dei tempi lunghi del processo scatta la prescrizione del reato. La Cassazione conferma.
  • Ella è stato indagato (anche sulla base di una voluminosa consulenza fornita dalla Kpmg) per la rete di 64 società e conti off shore del gruppo Fininvest (Fininvest Group B) che, secondo l’accusa, ha finanziato operazioni “riservate” (ha scalato società quotate in Borsa, come Standa e Rinascente, senza informare la Consob; ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco; ha pagato tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire data a Craxi attraverso la società All Iberian). La rete occulta della Finivest-ombra ha spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire. Per questo Ella è stato chiamato a rispondere di falso in bilancio. Ma nel 2002 il Suo governo ha cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati 4). Così il giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2003 ha chiuso l’inchiesta: negando l’assoluzione, poiché Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri) non possono dirsi innocenti; ma decidendo di prosciogliere tutti i 25 imputati, poichè il tempo per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto. La procura ricorre in Cassazione, che all’inizio di luglio 2003 applica per la prima volta il “lodo Maccanico”, decidendo la sospensione del processo per Berlusconi.
  • Ella è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l’acquisto del calciatore Gianfranco Lentini. Il dibattimento di primo grado si è concluso con la dichiarazione che il reato è prescritto, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.
  • Ella è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d’acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi. In primo grado è condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. In appello, assoluzione con formula dubitativa, confermata in Cassazione.
  • Ella è accusato d’appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio per l’acquisto dei terreni intorno alla sua villa di Macherio. In primo grado è assolto dall’appropriazione indebita e dalla frode fiscale. Per i due falsi in bilancio contestati scatta la prescrizione. In appello è confermata l’assoluzione per i due primi reati; è assolto per uno dei due falsi in bilancio, per il secondo si applica l’amnistia.
  • Ella è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice. Il giudice dell’udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l’archiviazione del caso, con formula dubitativa. La Procura ha fatto ricorso alla Corte d’appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, scatta dopo 5 anni. Il giudice ha disposto che restino sotto processo i suoi coimputati Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Vittorio Metta.
  • Ella è accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l’acquisto della Sme. Rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante. Il processo di primo grado si è concluso (con condanne per Previti e Squillante) a Milano, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto appositamente per legge nell’ottobre 2002. Un’altra legge, il “lodo Maccanico”, votata con urgenza nel giugno 2003, ha imposto la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, ma è stata bocciata dalla Corte costituzionale perché incostituzionale ( CI AVEVATE GIA’ TENTATO, QUINDI!!). Stralciata la posizione di Berlusconi dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante e assolto per il resto, ma con il richiamo all’insufficienza di prove.
  • Con Dell’Utri e altri manager Fininvest, responsabili in Spagna dell’emittente Telecinco, siete accusati di frode fiscale per 100 miliardi e violazione della legge antitrust spagnola, per avere detenuto occultamente il controllo di Telecinco, proibito dalle leggi antimonopolio. Siete ora in attesa di giudizio su richiesta del giudice istruttore anticorruzione di Madrid, Baltasar Garzon Real. Il giudice Garzon ha chiesto di processarLa in Italia o di poterlo processare in Spagna. Di fatto, il processo Ë sospeso.

OSSERVAZIONI FINALI SU ALCUNE PENDENZE GIUDIZIARIE

A Milano la sentenza Sme su Berlusconi assolve e prescrive, ma riafferma che la corruzione dei giudici romani, con soldi usciti dai conti di Berlusconi, c’è stata.

Milano, 10 dicembre 2004.
Ecco che cosa dice, comunque La sentenza:

1. Per il pagamento di 500 milioni di lire uscite dai conti di Berlusconi e arrivate al giudice Squillante, attraverso i conti di Previti:
la sentenza afferma che il fatto è avvenuto, ma il reato è “corruzione semplice” (negli anni in cui è stato commesso, una distrazione del legislatore, poi corretta, non ha previsto il reato di “corruzione in atti giudiziari” per chi paga i giudici. Così la pena è più blanda e soprattutto la prescrizione scatta in soli 7 anni e mezzo (e non in 15). Così, riconoscendo all’imputato Berlusconi le attenuanti generiche, scatta la prescrizione.

2. Per i pagamenti ai giudici effettuati da Barilla:
assoluzione, ma con riferimento al secondo comma dell’articolo 530, dunque per insufficienza di prove.

Palermo, 11 dicembre 2004. Sentenza al processo in cui Marcello Dell’Utri era imputato di concorso esterno in associazione mafiosa: condanna a 9 anni. Dunque il tribunale ha riconosciuto che il braccio destro (o sinistro) di Berlusconi è stato ed è uomo a disposizione di Cosa nostra. Fin dal 1974, quando fu chiamato a Milano da Berlusconi per risolvere (“privatamente”) il problema delle minacce d’estorsione e di rapimento che Berlusconi aveva ricevuto. Allora Dell’Utri si portò dietro, a Milano, un mafioso, Vittorio Mangano, che divenne la “garanzia” di Cosa nostra in casa Berlusconi.

G. E adesso, dott. Berlusconi, facciamo INSIEME appello alla famosa onestà intellettuale. Le ricordo, in premessa, che non stiamo parlando di me, di un pinco qualsiasi, ma di una personalità politica d’enorme rilievo, come la Sua. Dei problemi giudiziari di questa persona, leggendo d’alcune sentenze, troviamo

n. 7 PRESCRIZIONI, n. 4 ASSOLUZIONI PER INSUFFICIENZA DI PROVE

leggiamo che, in non pochi casi, la via d’uscita è stata la legge, proposta dal Suo governo, che ha deciso che il falso in bilancio non è reato.

Ella, dott. Berlusconi, quando parla delle Sue disavventure giudiziarie, dimentica troppo spesso il termine “PRESCRIZIONE”. Eppure Ella è un laureato in Giurisprudenza. Vogliamo ricordare a noi e a tutti cos’ è la prescrizione?

PRESCRIZIONE

La prescrizione e’ un mezzo con cui l’ordinamento giuridico opera l’estinzione dei diritti quando il titolare non li esercita entro il termine previsto dalla legge (codice civile, art.2934 e segg.).

In parole povere: se lo Stato ( in quanto titolare dei diritti ) non esercita tali diritti entro i termini previsti dalla legge, quei diritti si intendono non più perseguibili. L’imputato non è innocente né colpevole: non lo sapremo mai….

S. ……ed invece per Voi e per i giudici politicizzati io sono sempre colpevole!!

G. Ma stiamo parlando di un’alta carica dello Stato, di una carica che, anche solo per motivi di opportunità, dovrebbe essere ben al disopra di ogni sospetto! Si rende conto a quale ricatto/bivio, come italiani, siamo sottoposti? O accettiamo la Sua improcessabilità e conveniamo con Lei su di un presunto ‘colpo di Stato’ in atto in Italia ovvero chiediamo il rispetto dell’EGUAGLIANZA DELLE LEGGI” per tutti i cittadini facendoci accusare di pericolosa ingenuità!

S. Ed invece la questione è molto più marginale. Un piccolo numero di giudici ed una piccola fetta di società che non vuole riconoscere un limpido principio democratico: la legittimazione che ne viene a chi governa, dal voto popolare.

G. E così ritorniamo a quella discutibile visione che ha Lei della democrazia……

S. ………..io e la stragrande maggioranza del popolo italiano!!!!!

G. Provo a riassumere:

– Il successo di una persona si lega anche al contesto nel quale s’inserisce. Nel caso di Silvio Berlusconi il contesto è un Paese che non ha, sin qui, fatto esperienza di democrazia occidentale anglosassone; che ha subito un sistema politico più simile ad una dittatura (della maggioranza). Un Paese che, da destra a sinistra, fatica ad accettare il rispetto delle regole, all’interno delle quali si sente soffocare ( per motivi diversissimi );

– In tale contesto, invece che le regole, scende in campo un uomo che esprime questa dicotomia:il riferimento, da manuale, alle regole e l’ammiccamento contro di esse;

– Berlusconi rappresenta il popolo italiano, anche quella parte che lo disprezza e lo avversa. Certo, i valori in campo ci differenziano: esistono valori di destra, di centro, di sinistra. Valori che, pur nell’attuale bisogno d’essere ricapiti e riposizionati, non ci rendono tutti eguali. Quando, però, si realizza il rifiuto del confronto dialettico tra le posizioni, quando ad esso si preferisce “il ring”, quando “il chi non la pensa come me” diventa il mio “avversario”, allora le posizioni si avvicinano pericolosamente, diventano sempre più indistinte, sino al punto che chiunque può diventarne portabandiera.

G. Il Suo auspicio finale?

S. Poter completare l’opera di trasformazione che ho avviato all’inizio degli anni novanta.

G. La Presidenza della Repubblica?

S. Non è detto sia il posto migliore o necessario.

G. Un augurio per i Suoi avversari politici?

S. Tanti girotondi. Mettono tanta allegria.

Giovanni Fiorentino

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1 Commento

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Una risposta a “A colloquio con il dott. Silvio Berlusconi (2)

  1. Non sono il numero di processi e condanne “cancellate” da leggi di Berlusconi a far impallidire, ma il numero di persone che, ancora oggi, non si sente indignata da questa vergognosa “storia italiana”.

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