A colloquio con il dott. Silvio Berlusconi (1)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Giovanni Fiorentino

Ho simulato un colloquio con il Presidente del Consiglio. Le notizie giuridiche sono prese dal sito http://www.societacivile.it.

G. A mio parere, e credo anche Suo, Lei ha segnato una pagina, ormai non piccola, della storia politica italiana. E, sembra, con notevole successo. Qual’ è la ragione principale ?

S. Credo di essere rappresentativo della maggioranza del popolo italiano. Diciamo un “italiano medio”.

G. E quali sono i caratteri dell'”italiano medio”?

S. Direi che, sul piano politico, l’elemento prioritario che ci caratterizza come ‘italiani’ è una dimensione civica…poco pesante.

G. Io, giocando sulle parole, ne darei un’interpretazione un po’ diversa, un po’ cattivella: direi che Lei rappresenta un’italianità….poco pensante.

S. Ha una visione pessimistica del popolo italiano. Questa poca ‘pensosità’ è trasversale. Passa tutti gli schieramenti politici. Non saran fatti così tutti gli italiani: di destra, centro e sinistra?

G. Mah! Quasi, quasi….

S. No! Diciamo che, come italiani, siamo un po’ confusi sul modello di democrazia. Vorrei che partissimo da un’idea che mi sembra, finalmente, cominci a penetrare: le elezioni legittimano, comunque, i vincitori. Mi sembra un principio di limpida democrazia.

G. Devo dirLe, in tutta onestà, che a me sembra una… limpida bestialità.

S. Però, mi consenta, è una bestialità “pensata” anche dalla sinistra, e non proclamata solo perché oggi fa comodo a me. A vincitori invertiti, sarebbe la bandiera dei vincitori di sinistra. Sotto un certo punto di vista, quello della cultura politica, noi italiani siamo tutti eguali, fatta eccezione per esigue minoranze. Da noi non è mai esistita la democrazia anglosassone ( collaborazione tra maggioranza e minoranza, rispetto dell’avversario …), in realtà la cultura politica di cui siamo tutti imbevuti, da destra a sinistra, è incentrata sullo Stato Etico ottocentesco hegelian-marxista. A destra come a sinistra:siamo ancora platonici, hegeliani. Il mondo delle Idee, lo Stato è Dio che entra nella Storia…

In parole poverissime: la vittoria delle regole ci sta strettissima, vorremmo che la Città venisse governata da chi, platonicamente, contempla le IDEE e, in forza di questa posizione privilegiata, sottomette chi la pensa diversamente. Questa cultura in Italia è fortemente rinforzata dalla presenza istituzionale della Chiesa Cattolica che, anche storicamente, è stata l’antesignana di ciò.

G. Ma l’avvento del marxi-comunismo nel panorama culturale non ha ripulito da tanto ‘misticismo’?

S. Ma nemmeno per sogno! Invece che le Idee, invece che il Dio hegeliano, sono subentrati il proletariato, il sottoproletariato……Il tutto condito da presunti valori religiosi. Nasce, così, quel mondo fatto da mistici consapevoli e inconsapevoli, credenti, credenti atei, atei credenti. Nasce una visione dello Stato nella quale non c’è spazio per la democrazia come alcuni la vorrebbero, ma per il governo di chi crede di interpretare al meglio i valori etici.

G. E il berlusconismo e l’antiberlusconismo cosa c’entrano?

S. Se baricentro della vita comunitaria non sono regole poggianti solo ed esclusivamente sull’Uomo pensante ( garanzia, non di verità si badi bene, ma di vera laicità dello Stato ), allora al centro è posto l’individuo per divinizzarlo (berlusconismo) o demonizzarlo (antiberlusconismo). Io, piaccia o non piaccia, scendo in campo sulla scena politica proprio nel momento in cui la politica si individualizza al massimo livello. E ciò avviene anche per contrastare la nausea, diffusa nella società, per regole poco conosciute, poco capite, poco e male applicate: quelle contrabbandate, appunto, per democratiche.

G. Quello che sta dicendo mi sembra troppo poco e troppo complesso come giustificazione per il Suo successo.

S. In effetti, non è tutto qui. Io rappresento l’italiano medio anche perché, accanto ad un buon livello intellettuale e ad una discreta capacità comunicativa, esprimo il carattere, fortemente italiano, d’essere uomo ‘meridionale’, istintivo, ‘di pancia’. Le faccio un solo esempio: il gallismo virile e maschilista che mi attribuite. Credete veramente che le mie ‘battutacce’ mi facciano calare in popolarità? Ma non avete capito niente degli uomini e delle donne, italiani e non! Finanche in Vaticano, accanto al doveroso alzar di ciglio, si fanno certe risate…Il popolo italiano, nel suo complesso, è bacchettone,serioso,moralista: alcuni per convinzione, altri per dovere. Una quota parte, comunque, desidera essere liberata da quella che spesso si rivela ‘ipocrisia’: ed eccomi, il Liberatore. Colui che finge e, poi…ammicca.

G. C’entra niente il problema dei rapporti con la giustizia?

S. C’entra eccome. Da una parte i bacchettoni, seriosi, moralisti per convinzione, ma inquinati dal sospetto che “siamo tutti eguali”, che nessuno sia veramente ‘al di sopra di ogni sospetto’, giudici compresi. Dall’altra parte ‘ i più’: coloro che hanno avuto problemi con la giustizia, che sanno di poterne avere, che non sopportano lacci e laccioli, che “comprendono” i problemi che una persona come me può avere affrontato per arrivare dove è arrivata. Perché, sotto sotto, nel segreto dell’urna, non dovrebbero identificarsi con me?

G. Riassumendo potrei dire che Lei ha consentito ad un’Italia sommersa di riemergere. Niente emergenza democratica, quindi?

S. Direi di No. Certo, nella confusione delle lingue e dei comportamenti, non si sa cosa può accadere. In Italia i pericoli possono venire da tutte le parti: dalle aule parlamentari, dai tribunali, dalle piazze. In questo senso il sistema politico odierno non è cambiato rispetto al passato.

G. Ma la Sua discesa in campo qualcosa ha cambiato. Le Sue capacità imprenditoriali hanno fatto sì che gran parte dei settori della vita pubblica/privata sia attraversata dalla Sua persona. La Sua attività d’imprenditore, si dice, non sempre sia stata trasparente. Crede veramente che tutti i magistrati siano ‘comunisti’?

S. Di fatto sono sempre uscito pulito dai numerosissimi procedimenti giudiziari. Se non è questo accanimento giudiziario….

(continua)

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