Il trasporto pubblico a Verona (5)

LA NUOVA SEDE DI AMT: CI VUOLE ? CHE SENSO HA ?

Giugno 2008: il Consiglio comunale approva il piano di riqualificazione di via Torbido, ex sede del deposito e degli uffici di AMT: 23.000 mq. Si prevedono vani per 69.000 metri cubi, per metà residenziali e per metà commerciali-direzionali; altezza massima: 29 metri; parcheggio interrato di 7.000 mq, per 700 posti; 11.238 mq a verde. Il 30% della destinazione residenziale sarà di tipo pubblico, con alloggi a prezzo convenzionato. L’intervento totale previsto è di 37 milioni, con spesa di realizzazione di 15 milioni e un utile netto per AMT di 21 milioni circa. La riqualificazione richiederà alcuni anni. Prima di procedere, AMT deve trovare il sito dove trasferire il deposito dei bus e gli uffici. L’area di via Avesani, di fronte alla sede AMIA, individuata dalla precedente Amministrazione, non viene ritenuta valida: la V^ Circoscrizione non ne vuole sentir parlare. Sedi alternative: Spianà e Verona Sud-Genovesa. L’assessore Giacino dice:”Prima della soluzione attendiamo gli sviluppi del progetto di trasporto pubblico di massa: la filo tranvia”.

Immediatamente sale la protesta: nessun quartiere cittadino, giustamente, accetta il deposito dei bus. Si mobilita il comitato “Viviamo corso Milano”, con la sua presidente Elena Giacomin, che dichiara:”Siamo assolutamente contrari: i bus porterebbero altro inquinamento e traffico insostenibile”. Scrive una lettera al Presidente della Circoscrizione III^ Luca Zanotto. “La Spianà è il polmone verde della zona. Il deposito sarebbe fonte di inquinamento acustico e atmosferico: i mezzi diesel necessitano di 20-30 minuti di riscaldamento, con immissione di gas di scarico in una zona già provata dal traffico”. Il Consiglio di Circoscrizione, coinvolto, esprime un voto lampo, unanime: no al deposito. Viene inviata una lettera al sindaco Tosi e ai consiglieri comunali.

La questione dirompente è che il deposito si deve fare e, contemporaneamente, ogni quartiere ha il diritto di non volerlo, tale è il danno ambientale, di inquinamento e di traffico (spaventoso: centinaia di bus che si muovono ogni giorno). Come uscirne? Nella seconda Amministrazione Sironi se ne è parlato per anni: qualche idea era emersa. Ne tratteremo.

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