ICI per la prima casa? Mai più

Chi è così duro di cuore da non condividere la decisione del governo Berlusconi di abolire l’ ICI sulla prima casa a tutte le famiglie? Qualcuno alza la mano? Eppure, anche in questo caso, l’applicazione ideologica e propagandistica di un principio sacrosanto a favore delle famiglie può creare situazioni imbarazzanti e ottenere l’effetto contrario a quello che a prima lettura sembra. Vediamo nel concreto.

Il Governo, per abbattere questa tassa, scova euro per compensare i Comuni del mancato introito. Ad esempio, nel nostro Veneto, sono stati tagliati:

– 4 milioni di euro dai fondi destinati alle Fiere di Padova e Verona,

– 24 milioni di euro alla Residenza Sanitaria Assistita di Caorle,

– 33 milioni di euro ai servizi riabilitativi dell’ospedale di Malcesine, che rischia di chiudere,

– 12 milioni di euro al centro padovano di formazione per disabili,

– 18 milioni di euro al centro di riabilitazione del Codivilla-Putti di Cortina,

– 6 milioni di euro per i mondiali di ciclismo su pista del 2012 a Treviso,

– 1 milione di euro per il mondiale di pallavolo maschile del 2010 a Verona,

– 12,8 milioni di euro per il Veneto del fondo per la promozione del trasporto pubblico locale.

Il contributo complessivo del Veneto per il taglio dell’ICI è di 110.800.000 euro, ai quali si deve aggiungere una parte imprecisata dei 77 milioni sottratti al fondo a sostegno delle autostrade del mare per il trasporto intermodale. Tutti fondi stanziati dalla Finanziaria di Prodi per il 2008.

** Sappiamo che il governo Prodi aveva tagliato l’ICI per la prima casa al 40% delle famiglie italiane, quelle più bisognose. Per il rimanente 60% delle famiglie si tratta di un sollievo, ma siamo certi che l’aiuto sia andato nella direzione dei più bisognosi? O si toglie una tassa a tutti, anche a chi la può pagare senza problemi? Estendendo l’abolizione dell’ICI a tutte le famiglie, indistintamente, si tolgono fondi a persone e a categorie molto bisognose. Ascoltiamo, per capire, l’amara considerazione del sindaco di Caorle, Marco Sarto: “Perdiamo la Residenza Sanitaria Assistita: sarebbe stata una casa per malati di Alzheimer e per lungodegenti di tutto il territorio”. Pensiamo ai molti disabili in carrozzina, che da anni si battono per conservare il ‘loro’ ospedale di Malcesine quale insostituibile riferimento sanitario. Lo stesso sottosegretario con delega alla Salute Francesca Martini, afferma: “La riabilitazione è l’ultima delle voci che va toccata”.

** Alcune ovvie domande:

– penalizzare, insieme con la sanità e la disabilità, la mobilità e le Fiere, oggi in difficoltà anche a Verona, ha senso? Si può capire di fronte a esigenze gravissime. Lo è l’abolizione dell’ICI per famiglie che, per la maggior parte, dal punto di vista economico, stanno discretamente o bene?

– si esalta il federalismo e il governo cancella l’ICI per la prima casa privando i Comuni di essenziali risorse (anche per Verona il taglio è notevole) e penalizza la Regione Veneto (come le altre Regioni) eliminando, senza neppure avvertire, servizi prioritari e importanti progetti. Stiamo tutti zitti?

– i rappresentanti di Verona in Parlamento e nel Governo ripetono che i soldi si troveranno; che si metterà tutto a posto. Può anche essere, ma toglieranno i soldi a chi?

*Temo che si tratti di operazione propagandistica, per procurarsi simpatie a basso prezzo. Forse aveva ragione Prodi che ha tolto l’ICI per la prima casa a chi ne aveva veramente bisogno, destinando soldi anche a altre finalità di grande valore, anch’esse a favore di famiglie bisognose. C’è da riflettere. Ogni decisione è difficile. Nulla va dato come scontato.

Tito Brunelli

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2 commenti

Archiviato in Commenti, Comune Verona, sociale

2 risposte a “ICI per la prima casa? Mai più

  1. giacomo marani

    Hai ragione Tito, il taglio dell’ici sulla prima casa è una cosa solo demagogica. Bisognarebbe andare in piazza, anche prima dell’autunno per far capire che a Verona ci sono persone che pensano ancora!!!!

  2. Ettore Nardelli

    Caro Brunelli, concordo con la tua posizione al 100%.Devo , tuttavia, osservare che non sempre il Comune ha dimostrato di saper gestire i fondi a sua disposizione perdendo occasioni di alto profilo culturale e assistenziale per cause “ignote”….o fin troppo intuibili. La ricca Verona non è in grado di valutare con imparziale saggezza la portata di alcuni progetti a favore della fragilità soprattutto quando è tormentata dal sospetto che abbiano odore… laico. In alcuni momenti parlare di cultura cattolica sembra di ricorrere ad un ossimoro.
    Cordiali saluti,
    Ettore Nardelli

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