Riflessioni sugli “anziani” (2)

ESISTE ANCORA IL PROBLEMA ANZIANI A VERONA?

Sono stato Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona dal 2002 al 2005: gli anziani sono stati al centro del nostro lavoro. Abbiamo dato risalto a situazioni, difficoltà, potenzialità e progetti riguardanti politiche e interventi di anziani e per anziani.

Arrivavano in Assessorato pressioni insistenti perché ci prendessimo cura delle persone avanti negli anni e delle loro famiglie. Ricevevo lettere e visite di familiari di anziani malati o ricoverati in case di riposo, bisognosi di assistenza: da quella sanitaria a quella abitativa; dai sostegni per la permanenza dell’anziano a domicilio a quelli tendenti alla conservazione della casa, fino ai problemi conseguenti all’uscita dell’anziano dall’ospedale dopo un intervento.

L’estate 2003 ha posto il problema anziani al centro dell’attenzione europea: il gran caldo di quell’estate e la morte di molti anziani per carenze di assistenza hanno lasciato il segno. Anche a Verona è nato un progetto articolato di interventi e di servizi, gradito a molti.

L’analisi dei numeri poi ha obbligato a prendere atto di una realtà cittadina al di là di ogni illusione: sono decine di migliaia gli anziani nella nostra città; nella gran parte dei casi vivono soli: molti nel centro storico e in antichi quartieri, lontani da servizi essenziali, quali i negozi di generi alimentari.

Un’altra realtà si è contemporaneamente imposta all’attenzione di amministratori e città: quella degli anziani sani, sereni, portatori di esperienze di vita e di lavoro, di competenze e di realizzazioni professionali in settori ancora attivi e in altri passati alla storia, ma interessanti per giovani curiosi di conoscere il passato. Tante di queste persone aspettano di poter dare il proprio contributo in una società che tende a metterle nel dimenticatoio. Ricordo gli incontri con contadini, artigiani e commercianti anziani; con ex lavoratori in aziende che hanno segnato la nostra storia. Lo stesso discorso vale per la memoria della nostra città e dei singoli quartieri. E’ nata anche da loro l’idea di “anziani protagonisti nel quartiere”.

Punto di partenza e di forza per gli interventi realizzati è stato l’avvio di un coordinamento stabile tra enti pubblici e privati coinvolti, con incontri ravvicinati.

Vengo all’oggi, all’Amministrazione Tosi: pare che gli anziani e i loro problemi non esistano più. Nessuno (cittadini, mass media, amministratori) ne parla. L’attenzione va in altre direzioni: il programma amministrativo si basa su una esigenza, quella della sicurezza, molto sentita anche da parte degli anziani. E’ altrettanto vero che il programma Tosi ripropone come valore il progetto “Anziani protagonisti nel quartiere”. Il sindaco Tosi poi ha inaugurato il centro anziani presso la ex farmacia di Quinto e sono in avvio i centri di Santa Maria in Stelle e di Palazzina. Si tratta però di scelte già compiute negli anni 2003-2005, come pure quella della particolare attenzione agli anziani per quanto riguarda la casa.

Non ho sentito di delibere di Giunta né di interventi del Consiglio Comunale in materia. Come si spiega? Non esiste più il problema?

Credo che ci sia bisogno di riportare la questione anziani al centro della coscienza e delle scelte cittadine.

1 Commento

Archiviato in Commenti, Comune Verona, sociale

Una risposta a “Riflessioni sugli “anziani” (2)

  1. Ettore Nardelli

    Caro Brunelli, è doverosoporre il problema degli anziani in un momento di regressione delle prestazioni sanitarie sia nella scelta del ricovero, nella durata dello stesso, e infine nella fase di rientro a domicilio . Il più debole è il meno servito ed ha una voce così fioca che pochissimi sentono. Ben venga il tuo coraggio e il tuo sdegno a difesa di una parte debole di questa società…la stessa che GB Rossi insieme a Terzian volevano servire quando decisero di collaborare per lo sviluppo di Borgo Roma. Il problema degli anziani esiste e non trova risposte se non nella famiglia già oberata da tanti problemi.

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