Corso Milano (ma non solo!)

Il neonato comitato “Viviamo Corso Milano” il 2 aprile scorso è riuscito a mettere insieme gli assessori Sboarina e Tosato, (assente Corsi), e la sala di via Brunelleschi piena di cittadini. Ha aperto la serata la presidente Elena Giacomin. Il lungo elenco dei problemi di corso Milano iniziava con lo smog legato al costante traffico veicolare, con i bus non ecologici diretti ai quartieri, con la centralina ARPAV per i rilievi non più presente nel corso ma in una via più interna, con i negozi che chiudono per mancanza di parcheggio, etc. Il comitato ha inoltre raccolto attraverso un questionario le opinioni degli abitanti della zona; detto questionario poneva domande che spaziavano dalla rotatoria di porta San Zeno, alla piantumatura del corso, alla pista ciclabile, alla riduzione da 4 a 2 corsie del corso al fine di guadagnare parcheggi ai lati della strada; in pratica l’intenzione è modificare il progetto di riqualificazione di corso Milano che lo considera un asse di penetrazione della città per farlo diventare invece una strada urbana vivibile dagli abitanti.

Mentre per Sboarina, assessore all’ecologia, la serata è passata fra dati, cifre e spiegazioni sulla situazione dello smog, il compito non è stato così semplice per l’assessore al traffico Tosato, il quale ha tentato di far comprendere al comitato che le richieste legate al flusso delle auto non sono di facile attuazione, tanto più se le corsie di marcia vengono ridotte da 4 a 2 come proposto dal comitato. Inoltre la rotonda davanti a porta San Zeno sembra non essere realizzabile per ragioni di dimensioni: in pratica allo stato attuale non ci sarebbe lo spazio sufficiente per realizzare una rotonda di adeguate misure, ovvero capace di assorbire il traffico nei momenti di punta.

Purtroppo solo in tarda serata è stata concessa la parola al pubblico. Ho tentato di far capire all’assemblea ed ai loro organizzatori che corso Milano non è un’entità a sé, è quantomeno una strada che attraversa più quartieri, e che rischia di peggiorare tanto quanto aumenta il numero delle abitazioni nei quartieri che interessano direttamente il corso. Le aree a rischio possono essere: Spianà, Stadio e la zona attualmente coltivata che va dall’Istituto San Zeno a via San Marco.

Penso sia chiaro a tutti che cosa potrebbe succedere se il Piano degli Interventi, detto anche “Piano del Sindaco”, che seguirà il PAT, rendesse edificabili queste zone: ricordiamo che 200 nuove abitazioni comporterebbero al minimo 200 automobili che formerebbero un serpentone di 1 km negli orari di punta. Quante di queste auto andrebbero a peggiorare la situazione di corso Milano? Ritengo che il Comitato avrebbe dovuto estendere l’invito anche all’Assessore all’urbanistica, al fine di chiarire le intenzioni dell’amministrazione che guida il comune di Verona, riguardo a queste aree.

La Spianà, se edificata, toglierebbe ai cittadini della zona l’ultima possibilità di avere un’area verde che compensi le molte inadempienze in tema di ambiente: sono convinto che se borgo Roma ha avuto il parco che attendeva da molto, anche questa parte di città ha diritto a ciò che le spetta.

Lo stadio, se spostato, a che cosa lascerebbe spazio? Quanti palazzoni sorgerebbero? Quanto traffico si incanalerebbe verso corso Milano? Non dimentichiamo che la spesa per il nuovo stadio è già stata inserita nel piano triennale delle opere da questa giunta, ma è proprio necessario un nuovo stadio? E per far quadrare i conti che cosa vuole vendere del nostro Patrimonio questa giunta?

Infine possiamo esaminare l’area presso l’Istituto San Zeno: la proprietà è privata e l’area è accatastata a servizi, ma già durante la precedente amministrazione c’era stato un tentativo, rifiutato dalla giunta Zanotto, di edificare fino a 750 appartamenti senza aggiungere 1 metro di strada, senza chiedersi dove troverebbero lo spazio 750 automobili in più alle 8 del mattino, senza porsi il problema di scuole e servizi per un quartiere nuovo di queste dimensioni.

Ma è il Piano del Sindaco che va preso in esame in modo attento, perché non possiamo dimenticare che Flavio Tosi votò a favore della lottizzazione Giardini Tranquillo, ( 200 appartamenti circa in Borgo Nuovo a 150 metri da corso Milano), il 18 gennaio 2001, entrando in aula appositamente per fare maggioranza; il suoi colleghi di partito Paternoster e Tosato erano presenti, ma non votarono a favore. In quell’occasione non furono aggiunte strade di collegamento, nemmeno quelle previste dal PRG vigente.

L’elenco dei collegamenti stradali previsti e mai realizzati non è breve: fra la statale 11 e la bretella passando da via Bacilieri, il completamento di via Pitagora e via Archimede con via Da Mosto, il PIRU Esselunga, via L. Fiumi, prevista dal PRG del 1975, e altri; se realizzate queste strade aiuterebbero senza dubbio il traffico di corso Milano verso i quartieri.

Ma mi pongo un’ultima domanda: con tutte le opere previste, traforo, tangenziali etc. per mantenere le promesse elettorali, rimarranno soldi per aiutare questa parte della città?

Alessandro Soffiati

2 commenti

Archiviato in Commenti, Comune Verona, Terza Circoscrizione

2 risposte a “Corso Milano (ma non solo!)

  1. AlbertoA

    Si parla della prima coperura del Canale verso il chievo dal semaforo di Via Manzoni.
    Due considerazioni. Non risolverebbe nessun problema di traffico e creerebbe nuovo inquinamento.
    Poi è l’anticamera della copertura totale del canale. Chi ne trae vantaggio? I cittadini no perché vedrebbero aumentare il traffico di chi cerca parcheggio nelle anguste vie pigafetta e melotto.
    Vantaggi? Solo la banca e l’albergo che sta a fianco.

  2. Pingback: Viviamo Corso Milano | Vistasulmondo

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