Le mani leghiste sugli enti pubblici (= sulla città)

A.M.I.A (azienda comunale che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani e cura il verde pubblico).

E’ azienda povera, con un giro di soldi limitato: più che altro gli stipendi per i dipendenti. Nell’ultimo periodo, visti la spazzatura in strada a Napoli e in Campania, lo stato dell’inceneritore di Ca’ del Bue e l’urgenza di avere una discarica a disposizione per ogni evenienza, AMIA acquista un peso maggiore in città e in provincia. Si parla da anni di una auspicabile fusione AMIA-AGSM, ma il passo non viene compiuto.

Con l’avvento dell’Amministrazione Tosi, è nominato presidente Enrico Toffali (Lega). Entrano nel CdA Giuseppe Bettone (F.I.), Michele Ferrari (A.N.), Stefano Legramandi (lista Tosi), Elena La Paglia (P.D.).

Nebbia! C’è da sperare al buio.

Prima riunione del 2008 del Consiglio di Amministrazione appena nominato: questi signori non temono l’impopolarità né la tempistica e neppure il fatto che, appena nominati, hanno aumentato del 13% la TIA (tassa sui rifiuti). Provvedono subito ad aumentarsi lo stipendio: quello del presidente Toffali passa da 45.000 a 65.000 euro; quello dei quattro consiglieri da 15.000 a 24.000 euro. L’assessore agli Enti Sandro Sandri (Lega) dichiara: “Abbiamo adeguato lo stipendio a quello delle altre aziende comunali. Era fermo al 2000”. E’ da dire che l’adeguamento è agli stipendi più alti: quelli di AGSM (70.000 euro al Presidente e 28.000 ai Consiglieri), non certo a AGEC (17.693 al Presidente e 7.077 ai Consiglieri). Altra giustificazione del’Amministrazione: “In seguito alla diminuzione del numero dei Consiglieri del CdA imposto dal provvedimento del ministro Lanzillotta, spenderemo un po’ meno di prima”. E’ da rabbrividire: il risparmio previsto per la diminuzione dei costi della politica viene distribuito tra i membri-amici del CdA: è quanto si voleva e si doveva evitare. “Roma Ladrona” o/e “Lega ladrona“?

Reagisce Massimo Giorgetti, segretario di “Alleanza Nazionale”, per la decisione autonoma e unilaterale del Sindaco e del suo assessore Sandri: “Ci dissociamo su tutta la linea. L’aumento è stato approvato dall’assemblea dei soci (cioè dal Comune, socio unico), non dal CdA e non è passato dalla Giunta comunale. Ma questa è scelta che va condivisa: il Comune non è Tosi né Sandri. Sono dello stesso partito (= decide la Lega, da sola, a favore del Presidente leghista). Gli stipendi a AMIA si possono anche triplicare, basta che ci sia un obiettivo condiviso. AMIA ha tre aziende collegate che fatturano più della capogruppo. Dobbiamo adeguare anche i loro stipendi?”

Il sindaco Tosi riconosce un ‘errore’ (“E’ questione di metodo – dice – avremmo dovuto parlarne prima in maggioranza; ma la cosa è avvenuta molto rapidamente”), ma nulla cambia: avanti tutta! Tosi aggiunge che “l’aumento è giustificato e adeguato rispetto alla figura professionale e alle responsabilità ‘pesantissime’ di chi gestisce un’azienda con un fatturato di milioni di euro, in un campo così delicato come la filiera dei rifiuti. E’ questione di rispetto per chi ha la responsabilità di un’azienda strategica. Non è certo per i 20.000 euro in più concessi a Toffali che aumenta la TIA, ma perché è chiusa la discarica di Pescantina”. Aggiunge: “Semmai è da altre parti e non a Verona che sono le vere ingiustizie”.

A tutto si possono trovare giustificazioni. Un minimo di serietà esige, però, che prima si cancellino e si dichiarino superate tutte le critiche che la Lega ha fatto alla “feccia romana”. Se ragioniamo come il padre-madre di famiglia, quando le cose vanno male e si deve risparmiare, il risparmio va distribuito tra tutti, con una richiesta maggiore a chi ha di più e a chi ha maggiori responsabilità. Evidentemente la Lega oggi, almeno a Verona, non la pensa in questo modo: diventa ‘romana’.

Ricordo che, 4 o 5 anni fa, l’Amministrazione Zanotto propose di aumentare lo stipendio degli amministratori di AGEC, l’unica azienda comunale per cui l’aumento era giustificabile, dati i compensi molto bassi. L’allora opposizione si scandalizzò, in particolare la Lega. Se ne parlò in Consiglio comunale e l’opposizione fu durissima; ora non se ne è parlato neppure nella Giunta comunale e la Lega è contenta. Riferisco quanto disse in Consiglio comunale il consigliere Paolo Tosato a nome della Lega: “Si tratta di un fatto grave non solo politicamente ma anche eticamente, in un momento in cui il Governo ha imposto il massimo rigore”. Io soffro di fronte a atteggiamenti e voltafaccia di tale bassezza. Presupposto perché i cittadini ritornino a sperare è prima di tutto che chi fa politica abbia una dignità; poi che si riducano drasticamente i costi della politica, a partire dagli stipendi di chi fa politica: la Lega Nord che ne pensa? Che dire poi della voce diffusa tra chi fa politica che “conviene” fare il consigliere nelle aziende che fare il consigliere comunale: si guadagna di più e si fa una o poco più riunioni al mese (a parte il Presidente).

Risultato voluto dalla Lega Nord: il risparmio ottenuto con la riduzione dei membri da 9 a 5 (circa 60.000 euro) è stato distribuito (56.000 euro) tra i 5 nominati. Si dovevano ridurre i costi della politica e invece si sono riempite le tasche di pochi. L’utilità pubblica può attendere.

Fatti recenti su cui riflettere

– a fine marzo 2008, Amia acquista un’auto di lusso Audi A6, riservata all’uso del presidente Enrico Toffali, che la utilizza sia per motivi privati che pubblici. Costo: 60.000 euro. Toffali risponde alle critiche: “Si tratta di un beneficio previsto dal mio contratto. Farò a meno dei rimborsi chilometrici che spettano a tutti coloro che utilizzano la propria auto (per scopi pubblici)”. Presidente e Consiglieri di Amministrazione di AMIA, che hanno altre quattro automobili per servizio, hanno telefono pagato e rimborsi chilometrici: non è sufficiente l’aumento di stipendio!

Occorre o no un po’ di antipolitica? In AMIA la Lega la pensa diversamente.

L’assessore Sandri afferma: “Io ho l’auto blu con autista, ma non la uso per una questione di etica. Presidente e Consiglieri dovrebbero essere più sobri: i cittadini apprezzano”. Ma nulla cambia.

Dell’acquisto di questa macchina di lusso “L’Arena” e “Il Corriere di Verona”, se non mi è sfuggito, non hanno dato notizia.

– il sindaco Tosi vuole a tutti i costi Giampietro Cigolini (Lega) come direttore generale di AMIA, che l’ha guidata per sei anni, fino al 2003. La scelta fa discutere: Cigolini ha condotto l’operazione REDE nel 2001 con perdite di circa 5 miliardi di lire per l’azienda.

Oggi, alla testa di AMIA ci sono il sindaco Tosi (Lega), l’assessore Sandri (Lega), il presidente Toffali (Lega), il direttore generale Cigolini (Lega).

Valutate gente!

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