Verona Hellas insegna

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Un fatto di importanza limitata (l’Hellas Verona non ha giocato alla presenza dei suoi tifosi, allo stadio Bentegodi, la partita con il Sassuolo) ci offre molte occasioni di riflessione.

Il fatto: durante la partita Pro Sesto – Hellas Verona i tifosi veronesi hanno cantato cori razzisti e hanno scandito il coro “morte, morte, morte” nei confronti di un giocatore nero.

La società veronese si ribella. Scrive Antonio Spadaccino: “Per chi conosce il comportamento della frangia più calda della tifoseria scaligera, il “morte, morte, morte”, accompagnato dal gesto del pollice rivolto verso il basso, gridato al giocatore nero della Pro Sesto, non ha nulla della discriminazione razziale. Non si può pretendere che in stadio non si verifichino situazioni al limite tra goliardia e offesa. Si fa anche ai bianchi. In altri stadi si fa peggio”.

I tifosi protestano perché la squadra e la città sono nel mirino. Ammettono i “buu”: si grida come nell’antica Roma e si puniscono le simulazioni, chiunque le faccia. “Urliamo ‘a morte’ a tutti quelli che fanno finta di farsi male”. Dicono: “Ogni stadio sarebbe da squalificare. Ce l’hanno con noi: abbiamo il marchio di razzisti. La Lega calcio usa due pesi e due misure”.

Intervengono il sindaco Tosi e la sua Giunta: decidono che i tifosi possano vedere la partita in Bra, su un maxischermo, come risposta a esigenze di ordine pubblico. Questura e Lega calcio acconsentono. Dice il Sindaco: “E’ la risposta migliore a una decisione discriminatoria”.

Valutiamo:

° Le attenuanti ci sono, ma è negativo voler sempre e comunque difendere i Veronesi quando qualcuno ci critica o punisce nostri comportamenti sbagliati. Così non si cresce. Se molte persone scappano dagli stadi a causa degli atteggiamenti violenti ormai normali; se molti genitori sono preoccupati quando il figlio va allo stadio; se nel quartiere stadio si temono le conseguenze della partita; se i bus che trasportano i tifosi sono sfasciati; … è chiaro che continuare ad accarezzare i tifosi non è ammissibile.

° Altre tifoserie sono come o peggio di quella veronese? La strada non è chiedere: “Non punite noi”, ma è chiedere che chi si comporta male sia punito: tutti.

° Se è vero che l’aggressione è al giocatore avversario che finge di star male, altrettanto si deve fare con i giocatori dell’Hellas che si comportano allo stesso modo.

Valutazione politica.

Il sindaco Tosi utilizza al meglio la formula “panem et circenses”, a suo vantaggio. Si fa paladino della legalità e poi se ne fa un baffo. E’ atteggiamento diffuso, oggi: ci sentiamo autorizzati a giustificarci quando pensiamo e agiamo in contrasto con la norma o con decisioni di organi preposti al controllo. Rispettare le regole significa che quando l’organo calcistico preposto punisce i tifosi veronesi, la decisione si rispetta, come si dovrebbero rispettare le sentenze della Magistratura e le ordinanze dei Sindaci. Invece Tosi disapprova la sentenza e agisce nella direzione contraria: riammette i tifosi a vedere la partita dalle gradinate del Comune, a spese di tutti i Veronesi e critica la Lega calcio. E’ come dire ai tifosi ‘puniti’: “Io sono con voi. Continuate così: non c’è nulla di male”. In altre occasioni chiede la certezza della pena e il rispetto delle sue ordinanze, ad esempio di quella “anti panino”. Ai tifosi in Bra, però, che durante la partita mangiano panini e kebab e bevono birra, presenti il Sindaco e l’Assessore allo Sport, nessuno dice nulla.

Chi se ne può meravigliare? Non è Tosi che, se non gli va, sfida continuamente la legge, giudicata da lui inadeguata? Non è lui che critica Roma Ladrona e a Verona si comporta allo stesso modo? Non è lui che discrimina ogni giorno tra cittadino e cittadino? Non è lui che giudica “discriminatorie” le decisioni della Lega calcio? Come può pretendere che altri non giudichino discriminatorie le sue ordinanze? Non è lui che toglie dall’ ufficio del Sindaco la foto del Presidente della Repubblica perché la persona che incarna questa carica non gli va? Come può pretendere che lo consideriamo il Sindaco dei Veronesi e non il paladino di una parte, per quanto maggioritaria, dei veronesi, contro altri veronesi? Non fa parte di un partito che non si presenta all’assemblea dei Parlamentari con il Presidente della Repubblica, per celebrare i 60 anni della Costituzione repubblicana?

Con questi comportamenti non cresce il popolo italiano (forse è quello che la Lega Nord vuole), non cresce il popolo veronese, ma si formano bande contrapposte, destinate a sfasciare il nostro popolo, mettendo gli uni contro gli altri. Il sindaco Tosi è così. Si deve però rendere conto che chi chiede il rispetto delle regole che impone, deve rispettare quelle di altri organi legislativi e giudicanti fino a che non riesce a cambiare la maggioranza: è la legge della democrazia, tramandataci da chi l’ha pensata e ce l’ha donata: “Dura lex sed lex”.

Tito Brunelli

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