Buona Pasqua

 

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Siamo nella settimana santa. E’ tempo di auguri. Ci ricordiamo il significato del “Buona Pasqua” che ci scambiamo. Nella visione cristiana, la Pasqua è la “Domenica di Risurrezione”, ma è insieme il triduo pasquale, quale significato profondo della salvezza e quale significato concreto della vita di ciascuno di noi e di noi come comunità.

IL GIOVEDI’ SANTO. E’ la dichiarazione d’amore più alta del Figlio di Dio a suo Padre e a tutti noi. Gesù, una cosa sola col Padre, ci dichiara il suo amore totale con le sue parole nell’ultima cena e con gesti di sovrumano significato. Ne ricordo alcuni:

– l’istituzione dell’Eucarestia: Gesù resta con noi ed è per noi per sempre; si fa mangiare da noi: segno d’amore infinito;
– Gesù lava i piedi ai suoi amici: ci mostra così che l’amore è servizio concreto;
– Gesù ci dona una famiglia: la Chiesa. Non siamo più soli. Non sempre la famiglia funziona bene, ma resta un caposaldo per vivere.

 

IL VENERDI’ SANTO. Vorremmo saltarlo. L’avrebbe voluto anche Gesù, ma sapeva che, saltandolo, non ci avrebbe aiutato a capire la vita. Non si cresce; non si ama veramente; non si costruisce un mondo migliore senza la ‘passione’. Questa giornata è un richiamo forte: la vita è una conquista dura e sofferta. Chi vuole evitare la sofferenza e il sacrificio si pone al di fuori del progetto di Dio e del bene di se stesso e dell’umanità. Patire è essenziale per crescere.

IL SABATO SANTO. E’ il giorno del silenzio e della riflessione. Anche del silenzio di Dio. La vita è ricerca gioiosa e sofferta del bene che viene. Senza il silenzio interiore ed esterno la nostra umanità fatica ad emergere ed entriamo nella superficialità.

LA DOMENICA DI RISURREZIONE. E’ la grande gioia: la meta di ciascuno di noi, delle nostre famiglie, di tutta l’umanità. Siamo fatti per vivere, per amare, per servire. Sappiamo che il giovedì, il venerdì, il sabato sono passaggi obbligati. La meta, però, il fatto che dà significato a tutto ciò che viviamo è la certezza della presenza vittoriosa di Dio, manifestata in Gesù risorto: nulla va perduto e tutto converge verso il bene. E’ la gioia interiore più vera e più forte, oltre ogni male.

Chi è credente ha il dono di conoscere il progetto di Dio. Chi è alla ricerca sa che la sua difficoltà di aprire squarci di bene è un grande segno per tutti noi che, insieme, siamo alla ricerca della verità e del bene. La Pasqua si colloca all’inizio della primavera: tutto rinasce; tutto risorge. E’ la nostra esperienza quotidiana. Siamo chiamati a coglierne il significato e a trasmetterlo a tutti, anche nella nostra storia di impegno politico, da inquadrare nel mistero pasquale.

Ciao a tutti e … auguri pasquali.

Tito Brunelli

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