Archivi del giorno: 17 marzo 2008

La popolazione in città: apriamo gli occhi e progettiamo il futuro

invecchiamento.jpgAl 31 dicembre 2006 gli abitanti in città eravamo 260.718.
Alla stessa data eravamo 120.401 ‘famiglie’ (+ 1,5% rispetto al 2005). Di queste 48.598 (il 40,36%) erano composte da una sola persona (nel 1996 con una sola persona erano il 32,8%). Le famiglie composte da più di tre persone, al 31-12-2006, eravamo 19.123 (il 15,9%); erano il 19,6% nel 1996. Sono dati impressionanti, se ci fermiamo a riflettere. Possiamo verificare tutti, però, che sono veri: basta vedere la popolazione dei nostri condomini.
Alla stessa data i residenti anziani (oltre i 65 anni) non stranieri erano 58.703: il 25% del totale della popolazione.
Quando inizia questa profonda modifica della popolazione in città? Negli anni ’70. Continua a leggere

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Riflessioni presentate alla città

In questi giorni sono state presentate una serie di riflessioni al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri comunali così come agli organi di informazione, associazioni e centri culturali, a gruppi e a singoli cittadini. Ne riportiamo il testo.

palazzo-barbieri_.jpgEgregi amministratori,
seguiamo con attenzione le idee e le iniziative dell’Amministrazione, con lo scopo di offrire un nostro apporto meditato per il bene della città.
Nei primi due mesi del 2008 le novità sono state poche: è difficile amministrare con le casse piene; farlo con una disponibilità economica misera è duro, viste anche le gravose questioni emergenti.
Ci interessa soprattutto valutare il progetto di società che guida l’Amministrazione; da questo punto di vista cresce la preoccupazione nostra e di un numero, ci pare, crescente di veronesi.
C’è un progetto di società che si fonda sul valore primario e unico della persona umana, di ogni persona umana e c’è un progetto di società che si fonda, tra gli altri, sul valore sì della persona, ma della persona veronese e, in generale, della persona con le caratteristiche che vanno bene a chi governa e ai più. Come se fosse possibile. Qualificante, da questo punto di vista, è la proposta di eliminare la “Consulta comunale dell’immigrazione”, scelta politicamente inspiegabile, ma del tutto coerente con la visione della città che il Sindaco e l’Amministrazione perseguono con tenacia: quella di volere una Verona che è stata la nostra Verona, ma che non esiste più, che è in estinzione: basta considerare i dati numerici della nostra popolazione. La conseguenza è il disagio crescente di una parte notevole di concittadini, che si vedono relegare ai margini della nostra società. Per la maggior parte dei veronesi e per l’Amministrazione la presenza di immigrati, di nomadi, di poveri, di barboni, di persone senza dimora, di sbandati, di drogati, … crea una situazione di paura e di rifiuto che diventa, per quanto è possibile, volontà di allontanamento dalla città. Molti veronesi non vogliono neppure vedere queste persone e l’Amministrazione fa il possibile perché spariscano da Verona. E’ un atteggiamento antico: costante nel corso della storia. Continua a leggere

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