Traforo delle Torricelle

 

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C’è chi dice ‘sì’. C’è chi dice ‘no’. Da molti anni. Ma quante persone sono informate sui fatti e ragionano con competenza e non emotivamente sulle scelte da fare? Quante persone dicono senza le minime basi di conoscenza e di consapevolezza?
Si sa che occorrono tanti soldi (almeno 300 milioni di euro, senza contare gli interventi collegati: ponte sull’Adige e strada di Gronda, che pure costano molte decine di milioni di euro) e che il Comune non li ha.
Sono tra coloro che sostengono che se un’opera serve si fa anche con rischi elevati. E’ però evidente che prevedere una spesa di partenza di almeno 300 milioni di euro senza una base economica adeguata, con la prospettiva che il cittadino automobilista debba pagare un pedaggio minimo di un euro ogni volta che entra nel tunnel e che ci sia un aumento del pedaggio di tutte le autostrade transitanti per Verona, occorre essere certi che l’opera serve realmente a decine di migliaia di cittadini veronesi. Per saperlo occorre una indagine scientifica, non come altre del recente passato.

Tra cittadini, senza nessuna pretesa di affrontare da soli la questione, proviamo a dare un contributo all’indagine rispondendo a semplici domande e operando perché molti rispondano. Ecco il

QUESTIONARIO

a) Ai cittadini di Borgo Venezia, di San Michele, dei centri della Valpantena e della Valsquaranto:
* Se devi andare all’ospedale di Borgo Trento pensi che ti convenga recarti a Poiano di Valpantena, pagare il pedaggio, entrare nel tunnel, uscire al Saval o a Parona, immetterti in via Mameli, andare al parcheggio in lungadige Attiraglio ed entrare all’ospedale?
* Se devi recarti in Borgo Trento, in Borgo Milano, in centro, a San Massimo, a Golosine, … in altri quartieri, ti pare utile utilizzare il tunnel?
Si tratta di valutare quante persone avranno interesse a utilizzare il traforo.

b) Ai cittadini di Borgo Milano, di Borgo Trento, di Verona Sud, di Ponte Crencano, di Parona e dintorni chiediamo:
* Se doveste recarvi a Poiano, a Marzana, in Valpantena, in Valsquranto, in Borgo Venezia, a San Michele, a Porto San Pancrazio, a Moruri, vi rechereste al Saval o a Parona, paghereste il pedaggio e andreste nella direzione indicata?

c) Ai veronesi che risiedono in quartieri finora non indicati rivolgiamo la stessa domanda:
* Vi sarà utile, e in quante e quali occasioni, l’utilizzo del tunnel? Proviamo tutti a pensarci e a rispondere utilizzando questo sito.

d) A tutti gli automobilisti e agli autotrasportatori che ogni giorno o saltuariamente percorrono via Valpantena rivolgiamo una semplice domanda:
* Quanti di voi arrivando a Poiano avranno interesse a entrare nel tunnel in direzione Parona o Saval (e con quali conseguenze per quella zona della città)?

Una mia supposizione: il traforo serve (in quante situazioni?) per chi proviene dai centri della Lessinia e da quelli della Valpantena e, in parte, della Valsquaranto e per un numero di casi difficilmente quantificabile, ma credo non elevato, di residenti in Borgo Venezia e a San Michele, diretti verso la Valpolicella, verso il lago di Garda e verso il Trentino. Chi invece deve recarsi in altri quartieri della città quante volte prenderà il tunnel?
Ci pensiamo e calcoliamo il tempo impiegato, vantaggi e svantaggi e i soldi che spenderemo.
Aspettiamo risposte meditate.
Teniamo presente che per realizzare il traforo è necessario l’intervento economico di privati, che daranno i loro soldi solo se ne avranno un ritorno certo e abbondante. Se questo ritorno non sarà garantito potranno esigere dal Comune l’obbligo di transito attraverso il tunnel da parte di chi risiede nei dintorni degli ingressi. Quali sarebbero le conseguenze?
Non si può dire: “Il traffico aumenta. Nelle ore di punta la Valpantena è intasata. Qualsiasi intervento va bene purché tolga un po’ di macchine dai quartieri cittadini”. Bisogna verificare se questo è vero ed essere liberi nelle decisioni conseguenti, senza pregiudizi.
Per coprire, nei prossimi decenni, la spesa richiesta, occorre avere la garanzia che alcune decine di migliaia di cittadini veronesi avranno vantaggi reali dall’utilizzo del servizio “tunnel” o tutti i giorni o abbastanza spesso.

Collegato strettamente al precedente c’è un altro problema: a favore del tunnel gioca il collegamento con la strada cosiddetta di Gronda, che congiungerà l’area di Chievo, San Massimo, Borgo Milano, Santa Lucia, … alle autostrade. Questa strada convoglierà anche il traffico proveniente dalla Valpolicella, da Nord e da Ovest senza intasare Parona (perciò deve essere a Ovest di Parona). Ma se il traforo esce al Saval e, un po’ oltre, all’ingresso di Parona, l’obiettivo appena proposto cade; inoltre il ponte sull’Adige andrebbe costruito nel luogo meno adatto per un tranquillo attraversamento del fiume: nei pressi della diga di Chievo, dove il fiume Adige è molto largo e profondo.
La questione è aperta.

Tito Brunelli

1 Commento

Archiviato in Comune Verona, Seconda Circosrizione, Sesta Circosrizione

Una risposta a “Traforo delle Torricelle

  1. Luigi

    Compio 40 anni fra pochi mesi e da più di 15 anni sento parlare del traforo come mezzo per risolvere il problema del traffico ma credo che tale progetto sia come lo scudo stellare di Regan ai tempi della guerra fredda per i seguenti motivi :

    a) ad oggi non risulta effettuato alcun traforo di carotaggio per verificare l’ effettiva composizione morfologica del terreno su cui si andrà a costruire la galleria
    b) il passaggio della strada andrebbe ad intersecare due torrenti e ricordo che vi sono delle leggi che tutelano e regolamentano tali corsi d’ acqua ,anche se in secca ,per cui o si passa sopra o sotto ….
    c) Questo argomento viene utilizzato dalle varie amministrazione comunali come propaganda politica .Tosi parla del 2010 come anno per una possibile relizzazione che per caso concide con la scadenza del suo mandato.

    Il vero problema è che Verona e provincia non ha un vero progetto di viabilità complessivo ma ogni amministrazione guarda alla propria porzione di territorio o ai legami politici.

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