CAMPLOY: Pugnalata ai senza dimora

Lettera dei lettori pubblicata il 3 gennaio su l’Arena

Riferendomi a quanto dichiara l’assessore Bertacco nell’articolo pubblicato su L’Arena del 31-12-2007, faccio presente quanto segue: – Posti letto per persone senza dimora. Nel 2002, quando ho messo piede in Assessorato ai servizi sociali, erano 163. Nel 2005, quando sono stato costretto a lasciare, erano circa 370. – Problema casa. Dice bene l’Assessore che l’Amministrazione Zanotto poteva fare di più in questo settore. Faccio presente, però, che per le persone senza dimora, se il Comune o altri fanno case, anche con affitti bassi, non cambia nulla: loro non sono nelle condizioni di affittare e tanto meno di acquistare un appartamento. Il percorso è ovviamente diverso: quello del recupero sociale e soprattutto del riprendere la fiducia in se stessi e nelle altre persone. Da soli nella maggior parte dei casi non ce la fanno. E’ questo il compito del papà di famiglia: in città del Sindaco e di chi lo aiuta. Collegato c’è il problema di fare il possibile perché chi ha la casa e corre il rischio dello sfratto, possa conservarla, ad esempio aiutandolo a pagare l’affitto e a rendersi progressivamente autosufficiente. Nel 2005 l’Assessorato ha dato circa 2 milioni e mezzo di euro di contributi statali e regionali a questo scopo. – Guardie giurate armate al dormitorio Camploy. Qui cadono le braccia: è il segno chiaro di una Amministrazione che disprezza l’uomo fragile. Si tratta di una pugnalata ai nostri senza dimora: l’Amministrazione decide di trattarli da delinquenti che, come tali, vanno sorvegliati e puniti. Si sa che molte delle persone senza dimora sono difficili da trattare; che vengono da esperienze di vita dure, spesso tragiche. Sono persone che spesso ce l’hanno con tutti e con tutto, ma provvedimenti come quello delle guardie armate non fanno che esasperarle sempre di più e allontanarle da ogni possibilità di recupero di fiducia nella società. Chiedo all’Assessore di verificare chi attualmente crea disturbo ai residenti. In ogni caso togliere il servizio di accoglienza, di assistenza e di intrattenimento da parte degli operatori sociali, che hanno operato bene, rischia di peggiorare di molto la situazione, creando le condizioni di litigi e contrasti, come succedeva anni fa. Credo che accadrà un’altra cosa: saranno sempre meno le persone senza dimora che cercheranno un letto al Camploy. Già molti (lo so sia direttamente sia per averlo sentito da persone della Ronda della Carità) hanno deciso di non andare più nei dormitori pubblici: l’Amministrazione Tosi è riuscita a spaventarli e a emarginarli più di quanto già lo erano: Probabilmente è quello che il Sindaco vuole. Non mi aspettavo che lo volesse anche Alleanza Nazionale, nella quale ho sempre apprezzato un’anima sociale che pochi partiti hanno. Faccio una facile previsione: nel prossimo periodo i posti che resteranno liberi nei dormitori saranno sempre di più. Queste persone, nostri fratelli nell’umanità, si sposteranno fuori città, in tutti i buchi che troveranno o … sotto un albero. E’ la strada che questa Amministrazione ha preso. Spaventosa. Indice di un crollo di umanità. So che molti veronesi sono d’accordo. Altri, però (e io tra questi), sono molto amareggiati. Principio basilare per ogni convivenza è il valore unico e irripetibile di ogni persona umana, a partire da quelle che preferiremmo non vedere. Ora è il Comune stesso che sostiene con decisione che queste persone vanno colpite, umiliate e allontanate: di loro si occuperanno le guardie armate. E’ già successo nella storia. Credo che non ci siano attenuanti da mettere in campo: è la crisi totale. E’ la fine della società che si mette a fianco di ogni persona umana perché ognuna possa tirar fuori da sè il meglio di se stessa, per noi cristiani “l’immagine e la somiglianza con Dio”. Terremo comunque viva la speranza. Il Natale di Gesù ci dice che la speranza è sempre davanti a noi. Saluto l’assessore Bertacco, pronto a collaborare per il bene di tutti, in particolare di chi ha più bisogno.
Tito Brunelli
VERONA

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