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	<title>Progetto Verona Blog</title>
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		<title>Progetto Verona Blog</title>
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		<title>Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (26)</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?
 
I risvolti sociali della crisi economica 
Giugno 2009.
* La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) manifesta allarme per lo sfilacciamento del tessuto della società italiana, aggravato dalla crisi economica e dalle disuguaglianze in aumento. “Nessuno ignora il pesante impatto della sfavorevole congiuntura economica [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1894&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>I risvolti sociali della crisi economica </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Giugno 2009.</p>
<p style="text-align:justify;">* La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) manifesta allarme per lo sfilacciamento del tessuto della società italiana, aggravato dalla crisi economica e dalle disuguaglianze in aumento. “Nessuno ignora il pesante impatto della sfavorevole congiuntura economica internazionale né minimizza l’impegno profuso. Resta però evidente che i costi del difficile momento ricadono in misura prevalente sulle fasce più deboli della popolazione”.<span id="more-1894"></span></p>
<p style="text-align:justify;">* Il cardinale Bagnasco, presidente della CEI, rileva la tendenza delle imprese ad “azionare la leva occupazionale come si trattasse di alleggerire la nave di futile zavorra”. Contesta l’uso della parola esuberi (= lavoratori considerati in eccedenza): i licenziati sono persone, non oggetti.</p>
<p style="text-align:justify;">* I Vescovi europei indicano le piste da seguire: riscoprire il significato del lavoro; promuovere la funzione sociale dell’impresa; riproporre il principio di sussidiarietà; evitare che per colpa della crisi terminino gli aiuti verso i paesi poveri.</p>
<p style="text-align:justify;">Emergono le conseguenze della crisi dal punto di vista dei nuovi assetti sociali, con forti e preoccupanti cambiamenti in atto. Negli USA, in Europa e in Italia si assottiglia il ceto medio; si restringono i confini di quella che si chiamava borghesia; avanza una generazione di lavoratori poveri a cui il nostro sistema di Stato sociale non riesce a dare risposte. Sono circa 3 milioni i lavoratori italiani a basso salario, il 12-15% del totale degli occupati; percepiscono un salario inferiore ai 1000 euro, con differenze regionali sensibili che penalizzano soprattutto chi abita nel Sud. Più a rischio sono i giovani, le donne e chi ha un contratto di tipo temporaneo.</p>
<p style="text-align:justify;">La recessione allarga il divario tra chi sta bene e chi fatica a far quadrare i conti. La famiglia fa da ammortizzatore sociale. Le discriminazioni riguardano la distribuzione della ricchezza nella fascia di reddito medio bassa, mentre chi è benestante sembra non subire scossoni dal punto di vista del proprio tenore di vita.</p>
<p style="text-align:justify;">La stima sui lavoratori deboli è per difetto; basti pensare al sommerso che riguarda le donne occupate nei servizi di cura alle persone e alle famiglie, come le badanti.</p>
<p style="text-align:justify;">In un mercato del lavoro sempre più segmentato, la tutela e il sostegno ai salari diventa cruciale.</p>
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		<title>Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (79)</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 08:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Don Alberto Mangoni]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>

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		<description><![CDATA[“Diritti e libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 29)
Don Alberto Mangoni (direttore di “Verona Fedele”):
La situazione di timore viene ingigantita da taluni “imprenditori della paura”
*Raddoppiano sbarchi e morti durante la traversata verso Lampedusa: è strage di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1909&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>“Diritti e libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 29)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Don Alberto Mangoni</strong> (direttore di “Verona Fedele”):</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La situazione di</strong> <strong>timore viene ingigantita da taluni “imprenditori della paura”</strong></p>
<p style="text-align:justify;">*Raddoppiano sbarchi e morti durante la traversata verso Lampedusa: è strage di esseri umani alla ricerca di un futuro migliore. Organizzazioni criminali e mafiose senza scrupoli arricchiscono sulla loro pelle. Il fenomeno domanda di essere governato nel suo complesso, pena la sua trasformazione in cronica emergenza. Si impongono efficaci risposte politiche tese a ridurre la marginalità sociale.  Assistiamo a chiusure pericolose e deleterie. Pensiamo ai 3.700.000 italiani all’estero.<span id="more-1909"></span></p>
<p style="text-align:justify;">*La paura cresce quando si indeboliscono i legami sociali e provoca spaesamento interiore. La persona impaurita e timorosa percepisce come pericoloso lo stesso ambiente esterno alla propria abitazione: è in atto un processo di auto-reclusione. Questa situazione di timore viene ingigantita da taluni ‘imprenditori della paura‘. Il cristiano vince individualismo e sindrome da assedio e vive l’ambiente in cui abita: il quartiere, le piazze, i borghi, i paesi; partecipa attivamente alle attività che vi si svolgono; prende le distanze da percezioni distorte della realtà, da criminalizzazioni collettive. Così valorizza una sana convivenza plurale; agisce in vista della comunione che diventa segno di speranza per l’intera comunità civile. Non serve l’esercito: le responsabilità riguardano noi. Non ha senso una difesa rabbiosa del territorio: la società si fonda su valori capaci di  generare una civiltà. Solo un ‘esercito’ di coscienze formate alla lealtà e al rispetto della dignità della persona può dare futuro al nostro paese. E ogni esercito che si rispetti esige anche ottimi condottieri.</p>
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		<item>
		<title>Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (25)</title>
		<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/11/04/crisi-economica-dramma-o-questione-psicologica-25/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 08:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Statistica]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?
 
All’interno dell’allarme generale, c’è un allarme Italia.
Debito pubblico e spesa pensionistica sono macigni che pesano sull’Italia, ne frenano il potenziale di crescita e tolgono risorse da altri capitoli di spesa come welfare e istruzione.
Nel giugno 2009 la Commissione europea e l’Ocse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1891&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>All’interno dell’allarme generale, c’è un allarme Italia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Debito pubblico e spesa pensionistica sono macigni che pesano sull’Italia, ne frenano il potenziale di crescita e tolgono risorse da altri capitoli di spesa come welfare e istruzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel giugno 2009 la Commissione europea e l’Ocse mettono in guardia l’Italia contro:</p>
<p style="text-align:justify;">- il debito pubblico da primato, zavorra che è alla base della vulnerabilità dell’economia italiana e che ne frena la crescita;<span id="more-1891"></span></p>
<p style="text-align:justify;">- l’alta spesa pensionistica: in Italia (dati 2005) è al più alto livello tra i 30 Paesi dell’Ocse: il doppio della media. Nel decennio 1995-2005 la spesa per le pensioni è aumentata del 23% e assorbe quasi il 30% della spesa pubblica contro il 16% medio nell’Ocse. L’Italia poi ha “ripetutamente rinviato” la riforma delle pensioni e i cambiamenti “vitali” per la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale. Non è indicata un’età minima del pensionamento.</p>
<p style="text-align:justify;">Aumenta la pressione dell’Unione Europea sull’Italia per la diversità dell’età pensionabile tra maschi e femmine, con il preannuncio dell’avvio de una procedura di infrazione. La direttiva è chiara: tutti in pensione a 65 anni, senza distinzione tra i sessi. La risposta immediata di Berlusconi è: “In un momento di crisi mi pare fuori luogo intervenire”. La riflessione successiva spinge a preparare un progetto per l’equiparazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Novità dell’ultima ora: nei primi 5 mesi del 2009, le domande per le pensioni di anzianità sono in calo di 89.000 (- 67%). Spiegazione possibile: la crisi riduce la possibilità di lavori alternativi e  induce a rimanere nel posto di lavoro. Eccezione: le insegnanti che temono l’innalzamento dell’età pensionabile a 65 anni. Sono 41.000 le domande di pensione, con un balzo del 64% rispetto al 2008. Lavoro usurante?</p>
<p style="text-align:justify;">*La Commissione europea esprime apprezzamenti per la risposta del governo italiano alla crisi: ha cercato di evitare di aggravare ulteriormente i conti pubblici, ricorrendo alla cassa integrazione, agli ammortizzatori sociali, al sostegno dei redditi bassi e tenendo aperto il credito. Però “nonostante la prudenza del governo italiano nell’affrontare la recessione, l’elevatissimo indebitamento rende sempre più vulnerabile l’economia mettendone a rischio la crescita” e ci vorranno nel prossimo anno nuovi prestiti per 80 miliardi di euro. “Non ci sono dunque margini per aumentare la spesa”.</p>
<p style="text-align:justify;">Diventano necessarie riforme come il controllo della spesa, le pensioni, la sanità, la liberalizzazione dei servizi e dei trasporti, la sburocratizzazione delle imprese, il potenziamento delle infrastrutture, la scuola, l’efficienza degli enti pubblici locali, la semplificazione della burocrazia, l’attenzione ad ambiente e ricerca, l’innalzamento dell’età pensionabile.</p>
<p style="text-align:justify;">Alcune riforme sono urgenti: sostegno ai salari, sgravi fiscali per chi investe, credito automatico per la ricerca, apertura immediata di cantieri.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/progettoverona.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/progettoverona.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/progettoverona.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/progettoverona.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/progettoverona.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/progettoverona.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/progettoverona.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/progettoverona.wordpress.com/1891/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/progettoverona.wordpress.com/1891/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/progettoverona.wordpress.com/1891/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1891&subd=progettoverona&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (8)</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Comune Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi e la grande cacciata]]></category>
		<category><![CDATA[La Chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una cacciata annunciata: La Chimica che scoccia.
Torniamo indietro nel tempo: nella vita cittadina c’è la presenza costante di gente cosiddetta della sinistra estrema, soprattutto giovani, che si pone dalla parte dei perdenti, dei poveri. I nomi sono cambiati nel tempo: il “PorKospino”, il “Cesar K”, … . Non risultano simpatici a molti. Sono però cittadini [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1875&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Una cacciata annunciata: La Chimica che scoccia.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Torniamo indietro nel tempo: nella vita cittadina c’è la presenza costante di gente cosiddetta della sinistra estrema, soprattutto giovani, che si pone dalla parte dei perdenti, dei poveri. I nomi sono cambiati nel tempo: il “PorKospino”, il “Cesar K”, … . Non risultano simpatici a molti. Sono però cittadini veronesi, presenti e attivi nella nostra Verona. <span id="more-1875"></span>Se la città è di tutti e tutti vanno riconosciuti come cittadini, è doveroso e dovrebbe essere normale  trovare un punto di dialogo con queste persone. L’Amministrazione Zanotto, con fatica, ha provato.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi giovani hanno cercato sede in più luoghi, sempre cacciati. Sono arrivati abusivamente, più di quattro anni fa, alle ex scuole “Perini”, presso la sede della VI^ Circoscrizione – Borgo Venezia, realizzandovi molte iniziative.</p>
<p style="text-align:justify;">Con Flavio Tosi hanno ingaggiato una dura lotta sia prima che dopo la sua elezione. Il neo Sindaco li ha sgomberati da. Non mancavano i motivi.</p>
<p style="text-align:justify;">Non si ferma però: la sua appare una persecuzione.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad esempio, il 27 gennaio 2008, Giornata della Memoria degli internati nei campi di concentramento nazisti, il sindaco Tosi vieta l’ingresso dei giovani de “La Chimica” alla celebrazione in Gran Guardia: vengono bloccati all’ingresso. La risposta dei giovani: “Il Sindaco si sostituisce al Prefetto e al Questore. Decide per loro: dentro i fascisti – fuori gli antifascisti”.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi giovani, quando si avvicinano al Comune, diventano sorvegliati speciali: li scorta la Digos.</p>
<p style="text-align:justify;">Trattare con loro è difficile per tutti, ma lo è altrettanto con altre componenti della città. Eppure un punto di incontro si deve trovare con tutti. E si trova.</p>
<p style="text-align:justify;">Con questi giovani, invece, la parola d’ordine del Sindaco è una sola: cacciarli, tenerli lontani; possibilmente farli sparire dalla vita della città.</p>
<p style="text-align:justify;">E caccia e caccia: chi resta?</p>
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		<title>Immigrati e italiani insieme per il futuro da costruire (78)</title>
		<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/11/02/immigrati-e-italiani-insieme-per-il-futuro-da-costruire-78/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 29)
Alcuni sacerdoti : guai se lo Stato deciderà di risparmiare sulle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1902&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>“Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica” (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, n° 29)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Alcuni sacerdoti : guai se lo Stato deciderà di risparmiare sulle scuole</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">* <strong>Don Andrea Gallo </strong>(prete di Genova)</p>
<p style="text-align:justify;">La liberazione dei migranti nasce dall’indignazione: prendono coscienza della loro realtà, dei loro diritti e doveri. Prendono voce a Verona, la città più repressiva.<span id="more-1902"></span> Saggezza di ogni sindaco è creare ponti, non muri, cioè buoni rapporti con tutti quelli che vivono nel territorio.</p>
<p style="text-align:justify;">* <strong>Don Felice Tenero </strong>(missionario veronese in Brasile)</p>
<p style="text-align:justify;">Nella tavola dell’umanità tutti devono avere garantito il diritto al pane, con dignità. A moltitudini di persone hanno rubato il pane e il diritto di averlo. Premessa della disuguaglianza è quando da una parte c’è molto perché manca dall’altra. I ladri non sempre sono fuori; possono essere dentro casa: non fuggiamo con il pane e il formaggio che appartengono a tutti. Non permettiamo che altri lo facciano.</p>
<p style="text-align:justify;">*<strong>Don Luigi Merola</strong> (parroco anti Clan della camorra)</p>
<p style="text-align:justify;">Sono avvilito per la strage di Castelvolturno. Gli immigrati sono stati lasciati soli. Vengono per trovare lavoro e dignità e finiscono nelle mani di bande di spacciatori e nel mirino della camorra. Solo la Chiesa fa qualcosa per loro, ma non basta. Se l’aiuto che offriamo è questo, non possiamo lamentarci se delinquono. Serve lo stato per aiutare i deboli e sconfiggere i criminali. La lotta alla camorra comincia nelle scuole. Guai se lo Stato deciderà di risparmiare sulle scuole. Sarà come arrendersi ai clan.</p>
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		<item>
		<title>Crisi economica. Dramma o questione psicologica? (24)</title>
		<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/10/30/crisi-economica-dramma-o-questione-psicologica-24/</link>
		<comments>http://progettoverona.wordpress.com/2009/10/30/crisi-economica-dramma-o-questione-psicologica-24/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?
 
Chi pagherà maggiormente il costo della crisi?
 
B) Nel Terzo Mondo è fame, per più di un miliardo di persone
L’allarme è della FAO, agenzia delle Nazioni Unite: la fame aumenta nel mondo. Per la prima volta nella storia oltre un miliardo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1887&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>La crisi economica: dramma per milioni di persone e di famiglie o questione psicologica?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Chi pagherà maggiormente il costo della crisi?</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>B) Nel Terzo Mondo è fame, per più di un miliardo di persone</strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’allarme è della FAO, agenzia delle Nazioni Unite: la fame aumenta nel mondo. Per la prima volta nella storia oltre un miliardo di persone nel mondo soffre la fame; oltre 100 milioni in più rispetto all’anno scorso: un sesto della popolazione mondiale non ha la possibilità di nutrirsi regolarmente. Mai così tanti, sparpagliati un po’ ovunque. Situazione grave anche nei Paesi sviluppati e nelle loro metropoli, dove sono 15 milioni le persone affamate.<span id="more-1887"></span></p>
<p style="text-align:justify;">La mappa della fame:</p>
<p style="text-align:justify;">- Asia e terre del Pacifico:         642 milioni;</p>
<p style="text-align:justify;">- Africa sub sahariana:               265 milioni;</p>
<p style="text-align:justify;">- America Latina e Caraibi:        53 milioni;</p>
<p style="text-align:justify;">- Medio Oriente e Nord Africa: 42 milioni;</p>
<p style="text-align:justify;">- paesi sviluppati:                       15 milioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Si muore di fame in silenzio, senza clamore: è un universo taciturno, cresciuto in un anno dell’11%. E chi se ne importa? Nessuno, pare, a parte la FAO e qualche onlus.</p>
<p style="text-align:justify;">Cause:</p>
<p style="text-align:justify;">- la crisi economica globale che ha ridotto i redditi e aumentato la disoccupazione;</p>
<p style="text-align:justify;">- la riduzione dei soldi (rimesse) che gli emigranti mandano nei loro Paesi di origine;</p>
<p style="text-align:justify;">- l’aumento dei prezzi: quelli dei generi alimentari sono saliti del 24% nei Paesi in via di sviluppo (o di sottosviluppo?).</p>
<p style="text-align:justify;">- la crisi finanziaria ha peggiorato la speculazione sui prezzi agricoli, in un mondo che ha il diritto di avere una agricoltura capace di sfamare tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Prospettive:</p>
<p style="text-align:justify;">- dovere prioritario è dotare le nazioni povere degli strumenti economici e politici necessari per stimolare la produttività del settore  agricolo.</p>
<p style="text-align:justify;">* Non possiamo far finta di non sapere che la fame è un problema per chi la soffre, ma anche per tutto il genere umano. Fame e povertà, in particolare la silenziosa crisi alimentare, pongono seriamente a rischio la sicurezza e la pace mondiale.</p>
<p style="text-align:justify;">In occasione del G8, a nome dei vescovi dell’America Latina, il card. Rodriguez Maradiaga chiede che, prima che sia troppo tardi, i Paesi ricchi aumentino gli aiuti allo sviluppo e non usino la scusa della crisi per tagliarli ulteriormente perché vorrebbe dire sacrificare altre vite umane. Non si deve pensare solo alla tutela degli interessi economici delle grandi aziende, mentre la gente povera non ha nessuno che parli in suo nome. Il 60% della popolazione mondiale vive con il 6% del reddito del pianeta. Senza la ripresa entro il 2015 potrebbero morire 2,8 milioni di bambini.</p>
<p style="text-align:justify;">Continua il cardinale: ogni nazione ha il diritto di fare leggi, ma non è chiudendosi che si risolvono i problemi. Ad esempio i respingimenti di chi arriva via mare, dal punto di vista della solidarietà, negano un diritto umano. L’unico modo di fermare la migrazione illegale è lo sviluppo. Invece si alzano muri. Il muro contiene per un po’ di tempo, ma se l’acqua continua a salire non basta più. Dobbiamo indignarci per i muri concreti e virtuali che separano i popoli, come ci siamo indignati per il muro di Berlino. <strong>Quando uno fugge dalla propria terra per disperazione non va considerato</strong> <strong>criminale</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Molti Paesi ricchi non fanno nulla o quasi per aiutare la crescita armonica dei Paesi poveri. L’Italia, ad esempio, con la donazione dello 0,09% del Pil è all’ultimo posto tra i donatori. Il Ministero dell’Economia garantisce che, entro il 2015, il contributo potrà arrivare allo 0,51%.</p>
<p style="text-align:justify;">“La difesa egoistica degli interessi nazionali si rivela un boomerang devastante sul piano economico e sociale” (card. Renato Raffaele Martino).</p>
<p style="text-align:justify;">Il G8 si impegna a “invertire la tendenza che vede diminuire gli aiuti per lo sviluppo e i finanziamenti per l’agricoltura. Riconosce che la sicurezza alimentare è strettamente collegata alla crescita economica, al progresso sociale e alla stabilità politica. Destina 20 miliardi di dollari (una miseria) a “iniziative per la sicurezza alimentare”.</p>
<p style="text-align:justify;">Nei fatti, la forma di aiuto preminente e sicura è quella del singolo emigrato che invia a casa una parte dello stipendio: 200 miliardi di dollari, dieci volte di più dell’aiuto pubblico.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Papa ha chiesto di cancellare il debito dei paesi poveri e di riformare l’architettura dei mercati finanziari con robuste iniezioni di etica.</p>
<p style="text-align:justify;">Zoellick Robert, presidente Banca mondiale, riferendosi alla crisi economica in atto, ci spinge a riflettere: “ Una corsa precipitosa verso l’uscita dalla crisi rischia di lasciare i più deboli nella casa che ancora brucia. Il rischio è che i risultati raggiunti negli ultimi anni per ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo siano spazzati via”.</p>
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		<title>La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (7)</title>
		<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/10/29/la-grande-cacciata-conosciamo-meglio-flavio-tosi-7/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Comune Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi e la grande cacciata]]></category>
		<category><![CDATA[Michela Sironi]]></category>
		<category><![CDATA[Ottavio Contolini]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cacciato che non ti aspetti: l’ex Sindaco di Verona Michela Sironi
 
L’ex sindaco di Verona Michela Sironi è stata nominata dall’allora sindaco Paolo Zanotto nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio ZAI.
Il sindaco Tosi per due volte le toglie l’incarico e la sostituisce con persona a lui gradita. La Sironi per due volte ricorre al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1872&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Un cacciato che non ti aspetti: l’ex Sindaco di Verona Michela Sironi</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">L’ex sindaco di Verona Michela Sironi è stata nominata dall’allora sindaco Paolo Zanotto nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio ZAI.</p>
<p style="text-align:justify;">Il sindaco Tosi per due volte le toglie l’incarico e la sostituisce con persona a lui gradita. La Sironi per due volte ricorre al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Veneto, che in entrambi i casi la fa rientrare nel suo posto, la seconda volta nell’agosto 2008.<span id="more-1872"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il sindaco Tosi non sopporta che operino negli enti pubblici persone che non siano suoi fidati dipendenti: è Sindaco di parte, che esclude chi non è dei suoi. Per lui i posti di rilievo e gli stipendi collegati devono andare solo a persone del Centro Destra; anzi fa il possibile perché vadano a gente della Lega Nord. Ed è riuscito nell’intento. Basta vedere chi governa l’Azienda Trasporti Verona, l’AGSM, l’AMIA e altre aziende pubbliche.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che è capitato nel Consorzio ZAI si è verificato per il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Assistenza Anziani IAA). Anche in questo caso il TAR ha reintegrato il presidente Ottavio Contolini, nominato dall’ex sindaco Zanotto. Per Flavio Tosi la battaglia continua.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La questione è evidente: il Sindaco, una volta eletto dalla sua parte politica, è Sindaco della città, di tutti o solo dei suoi? La risposta è ovvia: è il Sindaco di tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Per il nostro Sindaco non è così: chi non è della sua parte va cacciato. E caccia e caccia: che città resta?</p>
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		<title>Cercasi volontari</title>
		<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/10/28/cercasi-volontari/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comune Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[freddo]]></category>
		<category><![CDATA[senza fissa dimora]]></category>
		<category><![CDATA[volontari]]></category>

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		<description><![CDATA[Richiesta volontari per l’emergenza freddo.
Caritas e associazioni che operano a favore delle persone senza fissa dimora hanno a disposizione un capannone, in Borgo Roma, per l’accoglienza notturna.
Cercano volontari.
Chi è disponibile a svolgere questo servizio &#8211; dalle ore 20,30 alle 7 della mattina successiva – ce lo comunichi. Provvederemo noi a metterlo in contatto con i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1883&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Richiesta volontari per l’emergenza freddo.</p>
<p>Caritas e associazioni che operano a favore delle persone senza fissa dimora hanno a disposizione un capannone, in Borgo Roma, per l’accoglienza notturna.</p>
<p>Cercano volontari.</p>
<p>Chi è disponibile a svolgere questo servizio &#8211; dalle ore 20,30 alle 7 della mattina successiva – ce lo comunichi. Provvederemo noi a metterlo in contatto con i responsabili.</p>
<p>Progetto Verona</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/progettoverona.wordpress.com/1883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/progettoverona.wordpress.com/1883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/progettoverona.wordpress.com/1883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/progettoverona.wordpress.com/1883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/progettoverona.wordpress.com/1883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/progettoverona.wordpress.com/1883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/progettoverona.wordpress.com/1883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/progettoverona.wordpress.com/1883/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/progettoverona.wordpress.com/1883/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/progettoverona.wordpress.com/1883/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1883&subd=progettoverona&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lettera al Sinodo dei Vescovi dell&#8217;Africa</title>
		<link>http://progettoverona.wordpress.com/2009/10/27/lettera-al-sinodo-dei-vescovi-dellafrica/</link>
		<comments>http://progettoverona.wordpress.com/2009/10/27/lettera-al-sinodo-dei-vescovi-dellafrica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Sinodo dei Vescovi]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, in Vaticano, si conclude il Sinodo dei Vescovi dell&#8217;Africa. Un gruppo di africani che vivono in Italia ha scritto a tutti i membri del Sinodo la lettera che pubblichiamo. Ci pare un contributo significativo per capire lo stato d&#8217;animo e le attese di molte persone che vivono tra noi e che portano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1881&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>In questi giorni, in Vaticano, si conclude il Sinodo dei Vescovi dell&#8217;Africa. Un gruppo di africani che vivono in Italia ha scritto a tutti i membri del Sinodo la lettera che pubblichiamo. Ci pare un contributo significativo per capire lo stato d&#8217;animo e le attese di molte persone che vivono tra noi e che portano dentro la propria carne le sofferenze e le speranze di quasi un miliardo di persone, nostre sorelle e fratelli nell&#8217;umanità.</em></p>
<p style="text-align:justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p style="text-align:justify;">Alla benevola e paterna attenzione dei Padri della Seconda Assemblea Speciale per l&#8217;Africa del Sinodo dei Vescovi.</p>
<p style="text-align:justify;">C/o Sua Eccellenza Mons. Nikola ETEROVIC</p>
<p style="text-align:justify;">Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi</p>
<p style="text-align:justify;">00120 CITTÀ DEL VATICANO</p>
<p style="text-align:justify;">Eminenze,</p>
<p style="text-align:justify;">Eccellenze,</p>
<p style="text-align:justify;">Reverendi Padri,</p>
<p style="text-align:justify;">Membri della Seconda Assemblea Speciale per l&#8217;Africa del Sinodo dei Vescovi,</p>
<p style="text-align:justify;">Nell&#8217;augurarvi il benvenuto nella Città Eterna, santificata dal sangue dei Martiri, e un sincero successo ai vostri lavori di riflessioni e di scambi per un’esistenza in Africa realizzata in pienezza sia dal punto di vista morale, sociale che materiale, permettete a noi, figlie e figli dell&#8217;Africa in Diaspora in Italia, di condividere e di sottoporre alla vostra sollecitudine pastorale alcune delle nostre preoccupazioni.<span id="more-1881"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">La questione della memoria</span></p>
<p style="text-align:justify;">La memoria costituisce un elemento fondamentale della storia di ogni popolo. Eppure dagli anni dell&#8217;indipendenza gli africani si muovono all&#8217;ombra del ricordo del periodo coloniale e degli anni precedenti. La storia precoloniale e coloniale del continente vacilla tra passato e presente, tra memoria viva e oblio. Così i nostri paesi non commemorano la fine della schiavitù, allorché essi sono corresponsabili di questo crimine contro l&#8217;umanità. Non onoriamo nemmeno la memoria dei nostri antenati morti per la patria nelle guerre d&#8217;indipendenza. Le nostre vie, le nostre piazze e monumenti raramente portano i nomi dei nostri valorosi antenati perché preferiamo quelli di coloro che fino a ieri ci hanno colonizzato. Così, in modo indiretto il mito della superiorità dell&#8217;uomo bianco persiste. Nelle nostre scuole non insegniamo ai nostri figli il contributo dell&#8217;Africa e dei suoi studiosi neri nella costruzione del mondo contemporaneo, facendo percepire che il nostro territorio non è stato capace di generare né studiosi, né illustri pensatori ecc.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi, membri della Diaspora africana in Italia, pensiamo sia giunto il momento di riformulare in una prospettiva interculturale i fondamenti e le caratteristiche essenziali della nostra Storia per riuscire a superare le questioni, sempre controverse della memoria, dell’eredità della colonizzazione e della maniera in cui quest&#8217;ultima continua a influenzare i discorsi e le mentalità.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi, membri della Diaspora africana in Italia, siamo convinti che se le nostre questioni di memoria fossero state seriamente prese in considerazione, avrebbero potuto costituire segnali annunciatori d’apertura di un nuovo capitolo di riconciliazione e di valorizzazione della nostra civiltà nella prospettiva di lotta contro i miti dell&#8217;uomo bianco e della società di consumo.</p>
<p style="text-align:justify;">I divergenti approcci nell&#8217;affrontare il senso e la memoria nei nostri paesi non ci permettono di superare le divisioni e le frustrazioni ereditate dal colonialismo. Noi pensiamo che la Chiesa Cattolica debba coinvolgersi per promuovere una comune visione negro-africana riguardo alla questione della memoria. La Chiesa deve impegnarsi affinché la commemorazione dell&#8217;abolizione della schiavitù, il riconoscimento sociale dei nostri antenati ed eroi nazionali che si sono opposti ai colonizzatori, divengano effettivi con azioni tangibili.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">La trasmissione della nostra impronta identitaria</span></p>
<p style="text-align:justify;">Desideriamo inoltre interpellarvi sulla questione della trasmissione della nostra impronta identitaria e culturale. Il nostro patrimonio culturale, materiale e immateriale è sottovalutato e sistematicamente rimesso in discussione dalla società di consumo e da alcuni comportamenti immorali occidentali. Il problema della trasmissione delle radici e della Storia ai discendenti diventa sempre più cruciale. Questa preoccupazione è, per esempio, particolarmente significativa per quanto riguarda le nostre 2000 lingue che costituiscono un terzo di quelle del mondo. Esse sono sottovalutate nel nome di una modernizzazione neocoloniale. Solo la Chiesa fa un reale sforzo di riconoscimento e di valorizzazione delle nostre lingue attraverso le sue attività liturgiche. I nostri Stati, per quel che li riguarda, agiscono molto poco in tal senso. Per questo  vi interpelliamo affinché le nostre tradizioni, culture e lingue siano insegnate nelle scuole cattoliche.</p>
<p style="text-align:justify;">Siamo convinti dell’eco che può avere l’implicazione della Chiesa nella strutturazione di un dibattito all’interno dei nostri paesi sulla conservazione e valorizzazione delle nostre tradizioni soprattutto attraverso la loro integrazione nei nostri sistemi educativi, formativi e religiosi. Quest’approccio non potrà che avere un forte impatto sui nostri capi tradizionali, sui nostri nonni, genitori e sulle giovani generazioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">La condizione dell’uomo africano</span></p>
<p style="text-align:justify;">Cari Padri Sinodali, non possiamo far tacere in noi il grido di angoscia dell’uomo africano afflitto da sofferenze inaudite, da decenni oppresso dai regimi dittatoriali che generano ingiustizie con il loro corollario di appropriazione indebita di fondi pubblici, di corruzione. Il nostro sguardo non può sottrarsi alla situazione di mancanza di rispetto che vivono le donne africane, le nostre madri e le nostre sorelle, quella di abbandono dei bambini e dei ragazzi orfani in particolare nelle zone di conflitti senza dimenticare il degrado ambientale conseguente al folle sfruttamento delle nostre risorse.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi membri della Diaspora africana in Italia ci auguriamo vivamente che interveniate con un impegno profondo per una condanna chiara e netta della dittatura, contro lo sfruttamento irrazionale ed egoista delle risorse, per l’affermazione senza ambiguità della dignità di ogni persona, la protezione dei bambini -il futuro del continente- e soprattutto per la valorizzazione della donna non solo all’interno della chiesa,  nelle sue strutture di responsabilità e di programmazione pastorale ma anche con la creazione di luoghi di formazione culturale specificatamente femminile.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">La Pace</span></p>
<p style="text-align:justify;">La parola “pace” non può che assumere un significato concreto nell’odierna situazione e risuonare come un monito e un rimprovero nei confronti di coloro che si rifiutano di allinearsi con chi la vuole e impegnarsi perché la pace ritorni tra gli uomini. Il nostro pensiero va in particolare al Corno d’Africa e alla regione dei Grandi Laghi.</p>
<p style="text-align:justify;">La Diaspora africana non s’illude. Essa è consapevole del fatto che il cammino della pace è lungo e cosparso di ostacoli: sa soprattutto che questa strada esige come priorità, ma non solo, la riconciliazione dei cuori, ma richiede anche delle scelte concrete, impone dei cambiamenti profondi e liberatori nelle strutture e nelle istituzioni. La pace chiede sforzi d’inventiva e azioni collettive convergenti specialmente al servizio delle grandi masse meno favorite, vittime del dominio economico o della strategia egemonica di altri.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi, membri della Diaspora africana in Italia, crediamo che il ruolo della Chiesa sia qui un elemento imprescindibile, perché questa pace è inseparabile da quella religiosa, sociale e civile: essa non può essere elargita dall’alto da parte delle autorità politiche supreme, ma deve essere costruita dal basso instaurando l’unità e la concordia nella famiglia, nel quartiere, nella città, costruendo per gradi successivi una volontà e un’esperienza pacifica sempre più ampia e partecipata affinché diventi irremovibile al rifiuto verso l’uso di mezzi violenti per la soluzione dei problemi.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">La questione della fuga dei cervelli</span></p>
<p style="text-align:justify;">L’Africa continua a soffrire di una carenza di risorse umane qualificate. La fuga dei cervelli verso i paesi d’oltre-oceano penalizza lo sviluppo del continente. Il persistere di tale fenomeno mette in pericolo l&#8217;avvenire dei nostri paesi e accentua ancor di più le disparità di sviluppo tra l&#8217;Africa e le altre zone del mondo. La mancanza di opportunità di realizzazione professionale nei nostri paesi, le difficili condizioni socio-economiche e politiche, il sistematico ricorso a pratiche soggettive nell’assegnazione dei posti professionali (nepotismo, corruzione, tribalismo, ecc.) sono le principali cause della nostra migrazione. Tuttavia vorremmo portare il nostro contributo allo sviluppo dell&#8217;Africa.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi, membri della Diaspora africana, v’interpelliamo affinché sia messo in atto un partenariato tra la Diaspora africana nel mondo e la Chiesa cattolica in modo da favorire la nostra mobilità, verso l&#8217;Africa e al suo interno, per partecipare ad azioni di sostegno allo sviluppo locale. Chiediamo alla Chiesa di gettare le basi per un programma cristiano fondato sull&#8217;etica del dono e della solidarietà per :</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>finanziare il ritorno di personale qualificato (specialmente studenti africani giovani o anziani che desiderano rientrare nei loro paesi di origine).</li>
<li>accogliere nelle strutture religiose i membri della Diaspora che desiderano portare puntualmente, attraverso un processo di migrazione circolare, le loro competenze in ambito sanitario, educativo, sociale e culturale.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Chiediamo alla Chiesa:</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>di sensibilizzare gli Stati africani affinché mettano in atto delle strategie e degli strumenti che possano favorire il ritorno volontario e la migrazione circolare della loro Diaspora e in particolare quella studentesca. Per questo vi chiediamo di sensibilizzare i nostri dirigenti affinché tutti i nostri paesi possano dotarsi di un ministero o di un segretariato di Stato con delega alla Diaspora capace di elaborare delle politiche concrete, efficaci e affidabili a favore della migrazione circolare e del ritorno volontario.</li>
<li>di sensibilizzare gli ONG affinché possano utilizzare i membri della Diaspora nei progetti di sviluppo e realizzino dei progetti con l’obiettivo di finanziare il ritorno volontario degli immigrati nei loro paesi d’origine.</li>
<li>di sensibilizzare i membri del governo italiano affinché la questione della fuga dei cervelli, della collaborazione della Diaspora africana nei progetti per lo sviluppo finanziati dall’Italia, così come il finanziamento dei progetti di ritorno nei paesi d’origine, siano presi in considerazione nell’ambito delle politiche di cooperazione allo sviluppo.</li>
<li>di interagire con i laici della Diaspora, non solo nella ricerca di aiuti per lo sviluppo, ma altresì per illuminare il pensiero pastorale e sociopolitico dei nostri paesi d’origine.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Siamo convinti che tali misure incoraggerebbero i nostri paesi d’origine a mettere a profitto le competenze e altre forme di capitale sociale dei rimpatriati e dei migranti circolari limitando gli effetti della fuga dei cervelli. Questa cooperazione rinforzata potrebbe determinare la nascita di una nuova visione comune dello sviluppo in Africa.</p>
<p style="text-align:justify;">Cari Padri Sinodali, nel ringraziarvi per averci accordato del vostro così prezioso tempo per ascoltarci, vi preghiamo di voler gradire, Eminenze, Eccellenze e Reverendi Padri l’espressione filiale dei nostri sentimenti rispettosi e l’assicurazione delle nostre preghiere per ciascuno di voi, per i vostri lavori in corso, per la vostra  instancabile dedizione al servizio delle popolazioni del nostro caro continente in piedi e splendente dei valori evangelici di riconciliazione, di giustizia e di pace.</p>
<p style="text-align:justify;">I vostri figli e figlie d&#8217;Africa in Diaspora.</p>
<p style="text-align:justify;">Per  REDANI  (<em>Rete della Diaspora Africana Nera in Italia</em>)</p>
<p style="text-align:justify;">Il Presidente: Kossi A. KOMLA-EBRI</p>
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		<title>La grande cacciata. Conosciamo meglio Flavio Tosi (6)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 08:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>progettoverona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Comune Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi e la grande cacciata]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vero problema per il sindaco Tosi sono i Rom. Non devono restare tra noi.
Il “Sole 24 Ore” elenca e classifica le categorie di immigrati che costituiscono problema.
Il sindaco Tosi commenta: “Il problema sociale più grande è rappresentato da coloro, e son tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto domanda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=progettoverona.wordpress.com&blog=2327910&post=1869&subd=progettoverona&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><strong>Il vero problema per il sindaco Tosi sono i Rom. Non devono restare tra noi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il “Sole 24 Ore” elenca e classifica le categorie di immigrati che costituiscono problema.</p>
<p style="text-align:justify;">Il sindaco Tosi commenta: “Il problema sociale più grande è rappresentato da coloro, e son tanti, che non sono inclusi nei dati della classifica: chi ha fatto domanda di entrare nelle quote per ottenere un posto di lavoro facilmente ha già un lavoro, seppure irregolare, e cerca in qualche modo la regolarizzazione; ma i clandestini socialmente pericolosi sono altri; sono quelli che la domanda non l’hanno fatta e che vivono di delinquenza e di attività illecite. Sono i comunitari cosiddetti nullafacenti e i Rom”.<span id="more-1869"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Secondo l’intelligenza politica di Tosi minacciano l’Italia i nullafacenti sbandati e i Rom: non alcuni Rom, quelli che delinquono, ma tutti: i Rom vanno colpiti e cacciati come popolo. Distingue bene i Rom dai Romeni. Afferma, infatti: “Quella romena è la principale comunità straniera presente a Verona. Con i suoi 7000 residenti, rappresenta quasi il 3% della popolazione. E’ formata, per la maggior parte, da artigiani, muratori, badanti, persone che si sono integrate positivamente e rappresentano una risorsa. Il problema non sono loro. Diverso il discorso sui Rom. Sono certo che il ministro Maroni e il governo sapranno distinguere tra chi si comporta in maniera positiva e chi viene nel nostro Pese per delinquere. A questi, com’è giusto, verrà indicata la porta”.</p>
<p style="text-align:justify;">Flavio Tosi colpisce i Rom come popolo. Non dice che i Rom sono in Italia e a Verona da decenni: non sono arrivati ora per delinquere. Gli importa indicare i mostri, l’obiettivo da affondare, da cacciare: tutto intero. Il motivo è chiaro e per lui fondamentale: non possiamo dimenticare che se Flavio Tosi è Sindaco di Verona un “merito” primario va alla sua lotta spietata e ben orchestrata ai Rom. Al centro della sua ascesa politica e delle sue campagne elettorali non è stato il futuro della città, ma la cacciata dei nomadi e la chiusura immediata dei campi in cui vivevano: prima quello presente da molti anni allo Stadio, poi quelli di via Montelungo, di Borgo Roma, di Porta Palio, di nuovo dello Stadio, del Monsuà, di Boscomantico. Il suo è un “progetto sicurezza” che consiste nell’allontanamento da Verona di quelle che considera le vergogne della città: alcune centinaia di persone (ma per Tosi sono persone?) considerate spazzatura: gente da spazzare via.</p>
<p style="text-align:justify;">Nella cacciata dei Rom dal campo di Boscomantico, il Sindaco (chissà altrimenti come se la sarebbe cavata) ha avuto una grande fortuna: il neo Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, ha contribuito molto a mobilitare energie che hanno reso indolore, anzi positivo, lo smantellamento del campo e l’inserimento di molte famiglie Rom nella città e in alcuni Comuni della provincia. Oggi vivono tra noi e sono i veri fortunati. Li ascoltiamo: “Eravamo nomadi perché nessuno ci voleva. Possiamo sentire il rumore del vento anche aprendo la finestra, con il vantaggio di sentirci sicuri tra quattro mura”. Chiudere Boscomantico è stato vincente, contro la cultura del ghetto e della diffidenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Il problema è un altro. Lo indichiamo con le parole di Thomas Hammarberg, commissario per i Diritti Umani del Consiglio dell’Unione Europea, che tira le orecchie all’Italia per il razzismo e la discriminazione nei confronti dei Rom, portando come esempio proprio il Sindaco di Verona: “Il Commissario è stato informato del caso che ha coinvolto l’attuale Sindaco di Verona e altre cinque persone: nel settembre 2001 invitarono i cittadini di Verona a firmare una petizione per l’immediata rimozione di tutti i campi nomadi irregolari e diffusero dei manifesti che riportavano quanto segue: “No ai campi nomadi. Firma per allontanare gli zingari”. Il Sindaco in una riunione ha affermato che la città dovrebbe essere ‘inospitale’ per gli zingari, perché dove sono arrivati si sono svolti furti”. Per la Cassazione italiana l’avversione nei confronti dei Rom “era motivata non da discriminazione, ma dal fatto che tutti gli zingari sono ladri. Si fondava pertanto non su un concetto di superiorità o di odio razziale,  ma su un pregiudizio razziale”.</p>
<p style="text-align:justify;">Via tutti i Rom perché sono Rom. E via dove? Una sola cosa conta: cacciarli. Meglio: far sì che non si vedano. Infatti Flavio Tosi non realizza la promessa della campagna elettorale secondo cui avrebbe fatto sparire i Rom da Verona. Se li è visti sparpagliare. Ci ha fatto credere che nel campo erano tutti ladri. Oggi che sono in appartamenti sono ancora  criminali? Non gli importa. Importa solo averli cacciati.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma la vita è altro: riparte ora il processo di integrazione di quei Rom; obiettivo l’inserimento graduale nella società. Ma questo a Flavio Tosi non interessa.</p>
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