9 Giugno 2008...1:00 am

Riflessioni sugli “anziani” (7)

Salta ai commenti

IL CENTRO SANITARIO DI MARZANA

E’ una opportunità di assoluto rilievo socio sanitario per i nostri concittadini e non solo. Il Centro di Marzana si trova in una località amena: l’aria che si respira è più sana che altrove; gli spazi verdi e liberi, a disposizione degli ospiti, sono abbondanti, forse unici nel nostro territorio; i servizi sono di prim’ordine. Eppure la nostra città ha permesso il declino di questa importante struttura sanitaria. Qualcosa si è mosso: è aumentata la capacità ricettiva, per l’impegno convergente di Enti pubblici (USSL 20, Comune di Verona-Assessorato ai Servizi Sociali, IAA, Azienda Ospedaliera) e per l’apporto importante di presenze politiche e di persone della Valpantena. In questo ambiente hanno giocato e giocano un ruolo rilevante, troppo spesso non chiaro, gruppi privati che scavalcano, legalmente, le istituzioni locali, in un rapporto diretto con la Regione. Gli interessi in gioco sono enormi. Non entro in argomento per non rinfocolare scontri che hanno coinvolto anche me, nell’apparente indifferenza del Comune, nei 7 anni del mio impegno amministrativo. Mi limito a dire che l’attuale Amministrazione (maggioranza e minoranza) deve essere a conoscenza della realtà viva e difficile di Marzana, una conoscenza che richiede lavoro e fatica con l’obiettivo dello utilizzo non parziale, ma a pieno regime di quelle strutture, a servizio di molti.

Nonostante le difficoltà e gli sgambetti, oggi presso il Centro sanitario di Marzana, accanto ai servizi tradizionali, ci sono:

- un hospice di prima qualità per l’accoglienza di 14 malati terminali e dei loro familiari, gestito

dall’IAA in convenzione con l’USSL;

- un centro riabilitativo pubblico in espansione sia per posti letto sia per servizi riabilitativi, anche

se non nel numero e nella qualità per cui ci siamo battuti, USSL e Assessorato;

- un nuovo centro riabilitativo privato convenzionato;

- un consolidato e per nulla scontato legame con gli abitanti della Valpantena, della Lessinia e della

città, dovuto soprattutto alla presenza di ambulatori e di servizi di qualità;

- una casa di riposo per anziani, gestita dall’IAA.

Mi pare molto utile che la città intera prenda coscienza di questa ricchezza a sua disposizione; che si superi una diffidenza diffusa verso questo ambiente, legata a una storia ormai lontana; che si decida di farla funzionare al massimo delle possibilità, in un accordo, oggi nei fatti, tra pubblico e privato convenzionato.

Se è vero che la responsabilità diretta della struttura è della Regione e, localmente, dell’USSL 20, è altrettanto vero che la spinta che viene dal Comune di Verona è determinante perché la Regione Veneto investa, come valore ed economicamente, in questa struttura, come in altre realtà territoriali a servizio del benessere dei cittadini.

Occorre rimettere in moto l’incontro stabile e la decisione convergente di USSL, Comune, Azienda Ospedaliera, IAA, gruppi politici, sindacati, presenze partitiche e del volontariato. L’esperienza dice che se il Comune sta a guardare si torna indietro oppure si va avanti poco e scoordinati.

Lascia una Risposta