28 Maggio 2008...1:00 am

Nidi comunali: regolamento stravolto

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Richieste di ammissione ai nidi, in città – anno 2008-09: 1231. Posti comunali disponibili: 1100.

A fine aprile 2008, il regolamento sui nidi non viene approvato dal Consiglio comunale, che lo rinvia alla Conferenza dei capigruppo e alla commissione servizi sociali. Ne esce un nuovo regolamento che non privilegia più le coppie regolarmente sposate. Fattore determinante per l’accesso agli asili nido diventa il reddito.

*Si parificano i punteggi assegnati ai diversi nuclei familiari: tutti i bambini (figli di coniugati, vedove, ragazze madri, conviventi, divorziati) partono da una base di 15 punti. Spariscono i 5 punti premio per i figli di coppie sposate.

*Per i figli di ragazze madri e di vedove/i si prevede il 6% dei posti disponibili.

*La quota per i casi sociali, seguiti dai servizi sociali, è del 10%, riservata a nuclei e a coppie che non lavorano, prive di reddito o sotto i 2500 euro di Isee.

*In tutti gli altri casi, la precedenza è fissata in base a fasce di reddito Isee: nuclei da 0 a 2.500 euro all’anno: punti 0 (rientrano nel 10% dei casi sociali. Saranno pochi i veronesi e numerosi gli immigrati extracomunitari, che così occuperanno un numero limitato di posti, secondo i dettami leghisti); da 2.500 a 10.000 euro: punti 8; da 10 a 20.000: punti 6; da 20 a 30.000: punti 4; oltre i 30.000: punti 2.

*Punteggio legato alla situazione lavorativa. Tale punteggio raddoppia se il genitore è single. Nel caso di lavoro precario, la distinzione è tra chi è solo (vedovi e ragazze madri) e chi vive con una persona che lavora stabilmente. La precedenza è per i figli di due genitori che lavorano stabilmente, a tempo pieno: si presume che abbiano meno spazio per la cura dei bambini. Va evitato che siano costretti a tenere il bambino a casa o a ricorrere a strutture private. Il bonus è perciò per i figli di genitori impiegati a tempo pieno, con contratti superiori (15 punti) o inferiori (10 punti) a 6 mesi. Lo stesso vantaggio è per i lavoratori part-time a cui vengono attribuiti rispettivamente 12 o 8 punti. Chi è a casa non ha il diritto di occupare un posto al nido a scapito di genitori lavoratori.

*Genitori separati e divorziati: si valuta l’ipotesi che, in caso di mancanza di affidamento congiunto, il genitore che ha a carico il figlio venga equiparato alla ragazza madre.

*Clausola irrinunciabile per la maggioranza: in graduatoria, a parità di punteggio per il reddito, la precedenza va ai figli di genitori regolarmente sposati. Nel caso di parità, l’Isee più basso determina la precedenza e, in caso di ulteriore parità, la precedenza va al bambino nato prima.

* Il Consiglio comunale, il 15 maggio, approva, contestualmente al nuovo regolamento, due Ordini del Giorno. Il primo impegna il Comune a stipulare convenzioni con strutture private per sistemare i 131 bambini in lista di attesa. Il secondo impone un monitoraggio annuale sull’efficacia del regolamento approvato.

*Sono confermati i comitati di gestione dei singoli nidi.

*Le iscrizioni slittano al 26 maggio.

Benetti: “Esco sconfitto, ma con grande dignità”. E’ vivo il malessere per il regolamento smontato nell’impianto che premiava la famiglia tradizionale. Dice l’assessore: “Una autentica democrazia è possibile solo in uno stato di diritto e sulla base di una retta concezione umana”, che significa, per Benetti, rafforzare la tutela della coppia coniugata e difendere i figli di genitori coniugati.

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