23 Maggio 2008...1:00 am

Ancora ROM

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Gli enti che hanno condotto e continuano a condurre il progetto Rom (Don Calabria, Caritas, cooperativa Azalea, Medici per la pace, fondazione San Zeno) stanno presentando lo stato del progetto dopo la chiusura del campo di Boscomantico. Essi hanno preso atto, nel giugno 2007, della volontà del sindaco Tosi di chiudere il campo. Hanno avuto la possibilità di lavorare. Ora esprimono la speranza che l’Amministrazione sostenga il percorso e possa rientrare da protagonista.

A) L’impegno sostenuto.

- Ricerca di abitazioni. Ci sono riusciti. Cercano ancora perché alcune situazioni sono provvisorie e pro tempore. Questo impegno aiuta a porre all’attenzione di tutti il problema casa, per la fetta di concittadini in difficoltà. La società intera deve trovare le soluzioni. Le resistenze sono state forti: si è cercato di evitare l’accesso anche in case di proprietà della diocesi, quasi disconoscendo il diritto di legittima facoltà di alloggiare inquilini. L’ostilità nei confronti dei Rom è forte.

- Scuola. Nel presente anno scolastico sono 51 i minori Rom che frequentano circa 30 scuole nei comuni di residenza delle famiglie trasferite. La scolarizzazione è il maggiore risultato acquisito, con grande merito e disponibilità della scuola pubblica: l’integrazione scolastica continua, con il sostegno anche economico della “Fondazione San Zeno” cha valuta che “le azioni intraprese sono state vincenti”. Sono 4 gli alunni alle superiori, 9 alle medie, 27 alle elementari, 11 alle materne.

- Lavoro. La situazione migliore è una donna che lavora in una banca, ha affittato una casa ed è del tutto autonoma. Un’altra famiglia si è trovata la casa autonomamente. Oggi gli adulti che lavorano sono 25. Compito delle associazioni è mettere queste persone nelle condizioni di trovare un lavoro. Poi devono muoversi loro. “Noi li accompagniamo. Siamo ancora alla ricerca di posti di lavoro”.

- Famiglie. 39 rientravano nel progetto; 27 erano ospitate al campo. Quattro se ne sono andate. Delle 23 collocate in abitazione, per un totale di 114 persone, 21 ci sono ancora; due sono fuori perché i capo famiglia hanno rubato, scegliendo nei fatti un altro “progetto di vita”. I Comuni interessati, con i quali si dialoga, sono 6.

- Il progetto continua. Si è chiuso il campo, non il progetto. Continuiamo ad accompagnarli. Pre requisito per avere notevoli possibilità di successo è che la società non rifiuti il diverso: o la nostra società cambia atteggiamento e diventa accogliente o diventa essa stessa causa di disagi che tutti subiremo. Per questi Rom, nella società veronese c’è stato concorso di apporti.

- Salute. “Medici per la Pace” inizia la sua presenza presso i Rom nel settembre 2006. Si è trattato dell’intervento tecnico di 12 specialisti: pediatri, ginecologi, psicologi, … Le patologie dei Rom sono quelle normali. La soddisfazione per i risultati è notevole. “I Rom hanno fiducia in noi. Il rapporto con le famiglie è oggi facile. Ci sono alcune persone vive; senza il nostro intervento sarebbero morte”.

- Sostegni determinanti per il percorso: la presenza della Caritas, per volontà del Vescovo; il Prefetto Italia Fortunati; la “Fondazione San Zeno”, finanziatrice per “creare una alternativa per persone che erano in una situazione difficile”; la scuola pubblica.

Va riconosciuto il coraggio della precedente Amministrazione, che ha deciso di proporre ai Rom una alternativa di vita vera, lontana dall’accattonaggio e dall’illegalità, fornendo strumenti per l’autonomia.

- L’atteggiamento di base. “Siamo con i deboli. Partiamo dal riconoscimento delle diversità. La situazione è complessa: soluzioni semplici e veloci non ci sono”. Chi lavora nelle grandi difficoltà ha bisogno di molto tempo e di investimenti della comunità intera: privato sociale, istituzioni, cittadini. Occorre considerare una risorsa il confronto e il conflitto tra diversi. I Rom vivono con poco: i loro redditi sono bassi. Conviene a tutti che la loro cultura non venga meno. Si spostano in cerca di opportunità, ma non sono nomadi; devono decidere loro se e il modo di stare a Verona.

- Anche in questi giorni leggiamo sulla nostra stampa: “Progetto fallito”, in seguito a fermi e arresti. Nel progetto succede di tutto; ci sono chiari e scuri, risultati insperati e insuccessi. Nessuno può garantire.

- Presenze frazionate. Oggi il gruppo è diviso in nuclei di non più di tre famiglie. Ci sono nuclei che vivono da soli. La separazione è stata difficile, ma la resistenza sta calando. I più la vivono con ansia e sofferenza. La loro cultura è aiutarsi tra loro. Occorre rinnovare il loro modo di essere insieme. Ad esempio oggi non possono permettersi mezzi di trasporto e viaggiare per visitare figli e parenti. Le carenze linguistiche e culturali sono un altro blocco.

- Il futuro. Si va nella direzione della convivenza sociale, con progressiva conquista di autonomia e di autodeterminazione. “Il nostro intervento sarà sempre più leggero: saremo fornitori di opportunità. Ora ne hanno di più”.

In giugno sarà organizzato un seminario con i media sulla percezione sociale dei Rom.

- Unione Europea: prepara una risoluzione circa i Rom. Il progetto di Verona è in linea con quanto sta emergendo come percorso europeo.

*** Nei mesi scorsi il Parlamento europeo ha approvato (510 sì – 36 no – 67 astenuti) una risoluzione che chiede una strategia europea e finanziamenti per promuovere l’inclusione sociale dei Rom e la loro cittadinanza attiva. Temi per il confronto (con la partecipazione di Rom): accesso all’istruzione, occupazione, cultura, relazioni tra le Amministrazioni locali e le comunità Rom, servizio sanitario, diritto all’eguaglianza e alla giustizia. Dal dicembre 2007 opera un gruppo di lavoro per l’integrazione dei Rom nel mercato del lavoro. L’Unione Europea si impegna a intervenire dal punto di vista culturale, economico e politico. Si prevede l’adozione di strategie e di azioni costruttive in tutta l’Unione Europea per la convivenza sociale dei Rom.

Il Centro polifunzionale “Don Calabria” è stato convocato presso il Parlamento europeo e il suo direttore, Stefano Schena, che ha diretto il progetto Rom del Comune di Verona, ha moderato alcune sessioni della conferenza sui Rom: un grande riconoscimento che ci fa onore.

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